Dongziguan, 2018 Housing Project of the Year

 

Oggi ti parlo di un progetto che ho avuto il piacere di scoprire la scorsa settimana alla Biennale di Architettura, all’Arsenale.
L’installazione si chiama Rural Nostalgia/Urban Dream ed è rappresentata da un grande plastico che raffigura lo spazio pubblico stradale del villaggio di Dongziguan. I tre progetti rappresentati in questa installazione sono

– Dongziguan affordable houses
– Stray bird art hotel
– Teahouse in Jiuxing Village.

Io qui ti parlo del primo di questi progetti, e cioè il

Dongziguan affordable houses.

Sono stata attratta da questa installazione per due ragioni:
1. completamente puerile: guardando il plastico sono tornata indietro alla mia infanzia e alle case delle bambole. Sbirciare all’interno delle varie stanze e vedere la riproduzione di letti, tavoli, armadi, piante…. mi ha fatta sentire subito a casa. Piccoli schermi di fronte alla riproduzione delle abitazioni mostrano un video girato in quegli ambienti con persone reali che svolgono le loro azioni abituali. Mangiano, bevono, ospitano amici.


2. parliamo di Cina.

Mi sono poi soffermata ad ascoltare l’architetto che raccontava la nascita del progetto e la sua forza.

Sono stata calamitata da questa rappresentazione di umana quotidianità E per quanto avessi tempo solo un’ora per visitare tutto l’Arsenale, ho passato qui buoni 10 minuti. Così arrivata a casa ho voluto approfondire, ed eccomi qui.

Questo è un progetto commissionato dalla municipalità di Hangzhou, nello Zhejiang. Il progetto mira a fornire 15.300 metri quadrati di alloggi a prezzi accessibili per 50 famiglie nel villaggio di Dongziguan.
Il budget complessivo del progetto è di circa 3 milioni di USD, il che significa un costo medio di costruzione di 190 USD/1300 RMB per metro quadrato. Questo budget è molto al di sotto della media.
Come progettare e costruire alloggi di qualità per agricoltori rilocalizzati con un budget così basso, pur mantenendo il loro stile di vita originale nell’ambiente domestico e nella collettività, diventa la sfida principale di questo progetto.

Gli architetti di Gad Line+ Studio, hanno accolto la sfida, vincendo nel 2018 come “Housing Project of the Year”

Il progetto affronta un tema estremamente attuale in Cina: la disparità tra campagna e città. A Dongziguan in Fuyang Hangzhou ad esempio, la maggior parte dei contadini vivono ancora nelle loro vecchie case fatiscenti e in rovina. Lo scopo di questa realizzazione è anche quello di alzare la qualità della vita degli abitanti del villaggio, accrescerne la dignità e la situazione igenico sanitaria.

L’eccezionalità di questo progetto si è visto già nella sua fase di design, quando gli architetti hanno incontrato gli abitanti del villaggio per raccogliere informazioni sulle loro abitudini di vita. La fase di costruzione è stata poi svolta seguendo anche le loro esigenze, nel tentativo di non impattare esageratamente sulla loro vita quotidiana.

Il risultato, quindi è un complesso di abitazioni che uniscono la tradizione rurale a elementi di modernità. Sono stati creati degli alloggi funzionali alla vita di campagna, alle abitudini rurali, alla tradizione, ma che siano anche godibili e sfruttino i vantaggi acquisiti con l’evoluzione dell’architettura e del design.

L’idea è di rendere vivo anche l’ambiente esterno a questo complesso, lasciando spazio alle attività tipiche del luogo, il gioco a dama, i venditori ambulanti… Il layout esterno si presta ad essere occupato e vissuto da tutta la popolazione.

L’intenzione progettuale di GAD è volta alla conservazione della morfologia degli insediamenti rurali, mantenendo lo stile di vita locale originale. Aspetto ancora più importante, si è voluta evitare la classica costruzione a basso prezzo tipica delle metropoli cinese e così criticata: il grattacielo. Già dal plastico, si respira un’aria calma e serena. Si percepisce la qualità della vita con i suoi tempi e ritmi

Qui si è cercato di creare delle soluzioni che rispettassero le tradizioni locali. Questo progetto si impegna anche a offrire una buona qualità di materiali e di costruzione entro un budget molto basso. Esplora vie contemporanee per rappresentare le caratteristiche architettoniche tradizionali locali. Le costruzioni si organizzano attorno a quattro prototipi di cortile. Le unità abitative, circondano un cortile come luogo di comunicazione e partecipazione comunitaria. Si vogliono creare degli ambienti aperti e adatti alla convivialità.

Gli spazi si caratterizzano dalla combinazione di piccole unità e corridoi di diverse altezze, muri di mattoni grigi a disposizione prismatica convessa e concava sormontati da pietra di colore scuro. I materiali comuni locali utilizzati sono stati lucidati a mano dagli abitanti dei villaggi locali, mostrando l’integrazione tra la vita naturale, tradizionale e contemporanea.

L’intero complesso è unito da un tetto di acciaio rivestito in legno, arricchito da lucernari che fanno entrare la luce naturale e conferiscono all’ambiente un’atmosfera calma e rilassata. Il classico tetto a due spioventi, lascia il posto ad una struttura assimmetrica a pendenza continua che unisce unità diverse altezze.


Top grigio scuro e pareti bianche, formano un forte contrasto nel tono e nella composizione. I pannelli di legno sono stati usati come punto d’unione tra i mattoni tradizionali e il vetro contemporaneo.

Il design per la costruzione esplora il miglior utilizzo del mattone, dell’acciaio e del vetro per garantire le più alte prestazioni termiche e di ventilazione. Il muro di mattoni da 24 cm è dotato di rivestimento impermeabile e vetro cavo e il muro pieno varia in corrispondenza delle scale con andamento sfalsato. Il tetto a sbalzo ricorda esteticamente lo stile architettonico vernacolare di Hangzhou.

Il progetto ha fatto da polo d’attrazione, portando a Dongziguan nuovi investitori che vi stanno costruendo hotel e altre attività ricreative e commerciali. Tutto ciò ha portato al ritorno dei giovani locali e ha notevolmente migliorato la vitalità del villaggio.

Possiamo considerare questo come precursore di altri progetti volti alla riqualificazione delle aree rurali? Speriamo.
E’ stato possibile contenere i costi per la creazione di quest’opera grazie agli aiuti governativi, all’utilizzo di materiali locali e all’impiego di manodopera del posto.
Questo progetto apre il dialogo su come gli architetti possono aiutare a costruire e migliorare la campagna con il sostegno del governo.

Per la documentazione fotografica https://www.archdaily.com/802369/contemporary-rural-cluster-dongziguan-affordable-housing-for-relocalized-farmers-in-fuyang-hangzhou-gad

Dongziguan, 2018 Housing Project of the Year.

LA CITTà PROIBITA, Pechino

MI resta letteralmente ‘un po’ qui’, il fatto di non averla mai visitata…E’ di quelle cose che non si può mancare di fare soprattutto se si è sinologi. 

Nei miei viaggi in Cina sono stata prevalentemente al sud. L’unica volta che mi sono recata a Pechino, ci  sono andata in viaggio di lavoro. Tempi stretti, minuti contati. Sono arrivata davanti alla Città Proibita alla chiusura. Non ti dico come mi sono sentita…

Era fine settembre, era quasi completamente buio, i lampioni erano accesi e le strade che portavano all’ingresso erano tutte un brulichio di persone, carretti, bancarelle che vendevano frutta caramellata, dolciumi, souvenir.

Ho provato quella sensazione di calore e casa, mista a nostalgia e malinconia che spesso sento quando mi trovo in Cina. Però c’era qualcosa in più, di solenne e misterioso. 

Mi sono ripromessa che sarei tornata. 

Ancora non ci sono riuscita. Ma ora posso ricominciare a sognare e a pianificare.

Intanto faccio una visita virtuale in tua compagnia, così quando sarò lì, sarò pronta. 

La città Proibita, è una città nella città.  Costruita su forme quadrate che si ripetono, nella loro regolarità e su linee rette, segue tutte le regole del Feng Shui.

L’aspetto stupefacente della Città proibita, resta la sua maestosità, impareggiabile se comparata ad altre residenze reali e imperiali. E’ una vera e propria città, con residenze per i vari abitanti disposte in base al rango, templi, biblioteche.

Secondo il Fengshui e la geomanzia, l’influenza dei fattori naturali sulla costruzione degli edifici e la vita di tutti i giorni, è da tenere in grande considerazione. I punti cardinali hanno diversa considerazione:

 

Il centro è il più importante.

Sud.

Oriente.

Occidente.

Nord per ultimo perché considerato di cattivo uspicio.

Tutta la Città Proibita è stata concepita e studiata per fare in modo che l’imperatore, in tutte le sue attività, non guardasse mai a nord.

La semplicità di questa opera la rende ancora più perfetta e sublime. Le linee rette, i rettangoli, la simmetria rende il tutto armonico. Gli spazi chiusi sono intervallati da corti, corsi d’acqua, giardini.

All’interno si tenevano varie attività e la Città Proibita era popolata da persone di diverso rango, legate all’imperatore.

I colori principali sono il bianco delle terrazze di marmo, il giallo dei tetti, e tutte le gradazioni del rosso.

Sei pronto al tour in mia compagnia?

 

Patrimonio dell’umanità

 La Città Proibita è stata inserita nel 1987 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco. E’ la reggia più grande del mondo. Il suo nome cinese è 紫禁城ZǐjìnchéngP, letteralmente “Città Purpurea”.

Costruita tra il 1406 e il 1420, è stata residenza imperiale nel periodo MIng e Qing.

 

Una superficie enorme 

che ricopre 720 000 m quadri. Con 980 edifici e 8707 stanze. Per costruirlo ci hanno lavorato circa un milione di persone.

I materiali utilizzati sono in prevalenza il legno e la ceramica per i pavimenti e il tetto. 

All’interno della Città proibita scorre il FIUME D’ORO.

Attorno al complesso c’è un fossato a protezione largo 52 m e un muro alto quasi 8 m.

All’interno della Città Proibita viveva l’imperatore con la sua famiglia, circa un migliaio di persone tra mogli, concubine, zii, fratelli. Il numero di concubine poteva essere anche superiore a 50.

La città proibita si dipana su tre zone: 

Una centrale e due laterali.

La zona centrale ha i palazzi più importanti.Alle due laterali si accede dal giardino.

 

La porta Meridiana o Porta delle 5 Fenici

E’ composta da una base di colore rosso con tre entrate. L’entrata centrale era dedicata all’imperatore, all’imperatrice solo il giorno delle nozze e ai primi tre funzionari che vincevano gli esami di stato.

Tutti gli altri, ministri, funzionari, famiglia imperiale, entravano dalle porte laterali.

La Torre centrale è alta 60 m.

 

Ingresso dalla Porta Meridiana

Dev’essere meraviglioso entrare da qui e trovarsi di fronte i 5 ponti arricchiti con motivi a forma di draghi e fenici. 

Questi ponti servono e servivano per attraversare il FIUME D’ORO.

Il Ponte Centrale poteva essere solamente utilizzato dall’imperatore.

Attraversando i ponti ci si trova davanti alla grande piazza che misura 10.000 metri quadrati e raggiungiamo la

 

Porta dell’armonia suprema

La porta principale della corte esterna, vigilata da due leoni in bronzo, a simboleggiare la potenza imperiale.

Da qui arriviamo al

PADIGLIONE DELLA GLORIA LETTERARIA

Qui gli imperatori si dedicavano allo studio dei “Quattro libri” del Confucianesimo:

Il grande studio.

Il giusto mezzo.

I Dialoghi.

Il Mencio.

 

 

.. e i 5 classici della letteratura cinese:Il libro dei Mutamenti, Il Classico dei Versi, il Classico dei Documenti, il Libro dei Riti, e Gli Annali della Primavera e Degli Autunni, che sono considerati i testi più importanti della cultura cinese e su cui si basavano gli esami imperiali per diventare funzionari.

Qui ora troviamo il Museo della Calligrafia e Pittura

 

Da qui si giunge al Padiglione della Suprema armonia.

Penso sia davvero emozionante entrare e visitarlo. Pensa che è l’edificio di legno più antico sopravvissuto in Cina. E’ stato costruito nel 1406. Sono stati necessari vari interventi di manutenzione e riparazione per farlo arrivare quasi intatto fino ai giorni nostri.

E’ il padiglione più alto della Città Proibita, con la sua base di marmo a tre piani. 

Questo è il fulcro della Città Proibita.

All’interno avvenivano gli accadimenti più importanti della vita imperiale:

Incontro tra imperatori e funzionari.

le cerimonie di incoronazione.

Le feste di matrimonio.

Le celebrazioni per il capodanno.

Il padiglione è alto più di 35 metri, largo 64 e lungo 37, ha ben 72 pilastri, disposti su sei file, a sostegno del tetto.

Porte e finestre sono decorate a rilievo con nuvole e draghi.

Sul tetto ci sono le statue di due draghi Chiwen, che servivano per scongiurare e proteggere dall’arrivo del fuoco.

Alla terrazza si accede tramite delle scale costellate accompagnate da diciotto vasi in bronzo che rappresentavano le diciotto province della Cina nel Quattrocento.

Sulla terrazza troviamo una gru e una tartaruga di bronzo, a simboleggiare dominio e longevità.

All’interno….

Vedrai un meraviglioso soffitto a cassettoni e un trono in legno di sandalo. Mi brillano gli occhi al solo pensiero dei sei pilastri laccati in oro massiccio decorati con draghi che circondano la base in marmo su cui poggia il trono.

Attorno ci sono due gru in bronzo, un bruciatore di incenso a forma di elefante e altri treppiedi a forma di animali mitologici.

C’è ancora moltissimo da vedere e da visitare.

Cosa dici, ci andiamo di persona e continuo a raccontare?

 

 

 

Un asilo a Pechino, che integra modernità ad antichità

Quando il nuovo arriva con gentilezza e si fonde armonicamente con ciò che c’è già. 

Siamo abituati a sentir parlare di urbanizzazione veloce, demolizioni selvagge, sfratti violenti. Una modernizzazione delle città cinesi, che spesso si è accompagnata ad un abbattimento del vecchio, fatto senza considerazione del suo valore culturale e storico. 

Mutamenti repentini delle città, sviluppi di edilizia moderna che non segue piani urbanistici ed etici.

Un tempo la città di Pechino si sviluppava su perimetri quadrati, con i suoi tipici vicoli, gli Hutong. Le sue costruzioni tipiche gli Siheyuan 四合院, ricoprivano dei perimetri quadrati con un cortile centrale.

Sempre un tempo a Pechino, vigeva la regola, che le costruzioni non potevano superare in altezza gli edifici della città proibita.

Questa legge ora non viene più considerata.

I grattaceli alti e super moderni, mal si sposano con la Pechino antica, che è stata stravolta e rasa al suolo nella sua più profonda essenza.

Nei primi anni del 900, la città aveva già subito l’invasione nipponica prima e del Kuomintang poi e versava in una condizione disperata, con detriti e sporcizia ovunque. Con l’arrivo dei comunisti questa situazione fu sanata, ma si rischiò di perdere la Muraglia e la Città  Proibita, simbolo  di un’epoca di corruzione, da dimenticare. Per fortuna questo non accadde.

Ma questa è un’altra storia e magari te ne parlerò un’altra volta.

In un contesto come questo, di modernizzazione selvaggia, senza attenzione e senza ritegno, leggere del Yuecheng Courtyard Kindergarten, mi ha scaldato ilo cuore.

E’ un bellissimo esempio di integrazione tra antico e moderno e una rappresentazione della cura e il rispetto per gli anziani che sta alla base della cultura confuciana e quindi della cultura cinese.

Foto: Hufton+Crow Arch ExistIwan BaanFangfang TianCreatAR Images

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Foto © Fangfang Tian

 

Cultura cinese

L’asilo Yuecheng a Pechino è un vero esempio di integrazione intergenerazionale.

Lo studio MAD si è impegnato nel 2017 a progettare un asilo a Pechino che ricopre un’area di  9,275 mq. Accanto all’asilo, un Siheyuanche ospita una casa di riposo. 

L’asilo oggi conta 390 bambini dall’ anno e mezzo ai 6 anni.  

Nella costruzione affianco, gli anziani allietano le loro giornate guardando i bambini giocare.  

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Foto © Hufton+Crow

 

un progetto edilizio a Pechino a misura di bambino 

La costruzione progettata da MAD, cambia la forma del Siheyuan sul quale è stata costruita, e lo sorregge, circondandolo da forme morbide e avvolgenti . Il “nuovo” non  ricopre e non mette in ombra il vecchio, ma si sposa con lui in modo armonico.

Foto © Fangfang Tian

l nuovo edificio presenta un tetto che sembra quasi galleggiare e unisce le varie sezioni dell’asilo. Sono ripresi i colori della città proibita, il giallo, il rosso delle mura, il blu e il grigio dei mattoni degli hutong. Tutto a ricordare la radici, tutto a unire senza shock il nuovo al vecchio. Per mantenere un filo conduttore, per far sentire parte di un tutto, parte della storia.

Foto © Arch Exist

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Allo stesso modo, come la “OLD Beijing” era ricca di cunicoli, tunnel tetti, anche Yuecheng Courtyard Kindergarten riprende queste forme. La sua struttura si snoda attorno alla natura e la avvolge. All’interno delle varie parti della costruzione troviamo piante e alberi antichi. L’asilo si snoda attorno ad essi e nel loro rispetto.

L’esterno è connesso all’interno attraverso ampie vetrate.

Il tetto ondulato rende il paesaggio quasi marziano e induce i bimbi a correre, giocare e interagire godendo di una visione, che lascia spazio all’immaginazione e a possibilità infinite.

Foto © Hufton+Crow

Il passaggio tra esterno e interno è gradevole. L’interno è accogliente e luminoso, illuminato gradevolmente dalla luce naturale che entra dalle vetrate e dalle aperture poste sul soffitto.

YueCheng Courtyard Kindergarten mostra come le più disparate forme architettoniche, possano coesistere e essere affiancate valorizzandosi reciprocamente. Mostra come varie generazioni possano vivere vicino e godere della reciproca presenza.

Mostra come si possa continuare a costruire edifici moderni, nel rispetto di ciò che esiste già, della storia e della cultura. Dimostra quanto con un profondo studio del territorio, conoscenza e sensibilità, si possa guardare al futuro senza calpestare brutalmente un passato che fa parte del DNA di un paese. 

mercato

cina

quanto pesa la cina sul mercato globale?

Moltissimo. L’abbiamo visto, lo vediamo e lo vedremo.

Sia in ambito turistico, sia nei consumi, soprattutto se parliamo di mercato del lusso.

 

Parlando di turismo

Il turista cinese è attualmente ancora un po’ cauto nei suoi movimenti e ha effettuato nell’ultimo anno, per lo più viaggi interni. Questo è anche frutto di una politica attuata dal governo cinese che sta spingendo molto su alcune nuove mete turistiche e sta lavorando per far si che i consumi avvengano, quanto più possibile, all’interno del paese.

Il turismo domestico cinese, pare stia tornando ai livelli pre covid con un 95,5 % rispetto al periodo citato. Da fonti ANSA, nella prima parte dell’anno, erano già stati fatti 2,36 miliardi idi viaggi interni. ” Le entrate del turismo domestico ammontano a 1.950 miliardi di yuan (circa 301 miliardi di dollari) durante questo periodo, in crescita del 208% rispetto all’anno precedente.”

In alcuni casi il numero di prenotazioni ha raggiunto e a volte superato il 2019.

Parlando di consumi

Nel 2020 c’è stata una frenata dei consumi in molti settori.

Oltre il 60% del fatturato  del personal luxury ha fatto capo al continente asiatico. La Cina ha rappresentato il 45% del consumo globale del lusso, e avrà sempre più peso.

Ma cosa sono questi beni di lusso e come facciamo ad identificarli? 

Sono oggetti che hanno un prezzo sopra la media (dato dal loro brand o dalla loro qualità o entrambe le cose).

Sono esclusivi e a volte rari.

Conferiscono un certo prestigio a chi li acquista, reale o percepito.

I settori di punta sono:

Nautica – ricopre il vertice della piramide del lusso, non ha praticamente mai avuto inflessioni, nemmeno in piena pandemia. Ha registrato un +9% nel 2021.

Auto – +7% nel 2021.

Gourmet food – + 6 % nel 2021.

In generale nel 2021 vediamo un incremento dei consumi del personal luxury goods del 18%.

I mercati trainanti sono Cina e USA.

Chi sono i maggiori acquirenti? I millenials e i nati tra la metà anni 90 e il 2000.

Al tempo stesso l’on line sta avendo una vera e propria impennata, con una crescita degli acquisti  di anno in anno.

2014 era il 15%

2018 il 10%

2019 il 12 % del totale.

2020 il 23%

e secondo le previsioni Altagamma si pensa che arriverà ad un 30% nel 2022.

A trainare il digitale, indovinate chi c’è? Sempre la Cina.

Il gourmet food, che ha avuto una decrescita a causa della crisi della ristorazione, ha visto un aumento di acquisti on line, soprattutto per quanto riguarda il vino.

C’è un clima generale di ottimismo. Le speranze di ripresa, si fondano soprattutto sui mercati asiatici e americani.

I cinesi restano i primi consumatori mondiali del lusso.

In futuro il peso dell’Asia e della Cina sul consumo globale sarà sempre più evidente.

I consumi cinesi su territorio europeo sono attualmente come sappiamo, limitati e lo saranno probabilmente fino al 2022. E’ difficile fare una stima. Non sappiamo come andranno gli spostamenti e quali decisioni verranno prese da un governo, quello cinese, che sta cercando di confinare il più possibile i consumi internamente.

Il settore moda

è stato il settore che più ha sofferto in pandemia, ma sta vedendo una buona ripresa nel 2021. Anche le previsioni sono rosee e si basano sul sentimento di revenge spending che si sta diffondendo.

La tendenza anche in questo caso è muoversi verso il retail digitale. 

INDETEX ha deciso di chiudere tutti i suoi punti vendita fisici Bershka, Pull and Bear e Stradivarius in Cina, mantenendo attivo solo l’on line. Resteranno aperti Zara, Zara Home, Oysho e Massimo Dutti. 

Le parole chiave per la ripresa sono dunque, lusso, Cina, digitale.

Oggi ti voglio parlare di un argomento a me molto caro,

la scrittura cinese e le sue origini.

Il primo istinto che abbiamo quando ci troviamo di fronte la scrittura cinese, i caratteri cinesi, è un istinto di chiusura.

L’ho, aimè, sperimentato con le tante persone che mi circondano. In tanti anni di studio e di lavoro con questa lingua, mi sono state fatte ben poche domande a riguardo.

Disinteresse?

Timore?

Distacco e allontanamento dato da una cosa così aliena?

Per me il motivo è sempre stato incomprensibile. Se un mio amico, parente studiasse arabo, hindi o giapponese, credo lo bombarderei di domande. Ma magari è solo per la mia innata passione verso le lingue, l’interesse verso le culture diverse. 

corso di lingua cinese per adulti
corso di lingua cinese per adulti. Corso di lingua cinese on line

Anche lo studente che affronta lo studio della lingua cinese ha molto spesso, almeno agli inizi, un blocco nei confronti della scrittura. Poi con il tempo, con lo studio, conoscendo alcune regole e trucchi, impara a decodificarla e se ne appassiona.

Quando non si conosce qualcosa, a volte si fa anche solo banalmente fatica a porsi le giuste domande, non si sa da che parte cominciare e quindi spesso è più semplice restare nell’ignoranza. Io mi sono data questa spiegazione. 

 

Se anche tu sei disinteressato all’argomento ti sarai già fermato alla prima riga, se non è così ti racconto qualcosa io; magari ti verrà voglia di saperne di più, di approfondire.

Due parole sulla Scrittura cinese

La lingua cinese, con il suo sistema di scrittura, è tra le più antiche, se non la più antica al mondo. Si compone di caratteri, ognuno dei quali corrisponde ad una sillaba. Foneticamente parlando, ogni sillaba si compone di un’iniziale, una finale ed un tono.

Esempi:

花 Huā – significa “fiore”

Xiǎo – significa “piccolo”

Jiā – significa “casa, famiglia”

Le parole in lingua cinese si compongono spesso di una o due sillabe, altre volte e più raramente da 3.

I caratteri cinesi hanno origine pittografica. Cosa significa? che nascono come pittogrammi,come rappresentazioni grafiche, come disegni. 

Ancora oggi, con un po’ di studio dei radicali e delle regole base, possiamo intravederle queste forme grafiche all’interno dei caratteri. Una volta che ne studiamo e capiamo le regole, riusciamo a decodificarle e renderle familiari. Ci danno un grosso aiuto a decifrare, capire e memorizzare i caratteri cinesi.

Impariamo ad esempio che quel piccolo quadratino alla sinistra o sotto ai caratteri è “la bocca”. Quando vediamo un carattere con “la bocca ” al suo interno, sappiamo che avrà molto probabilmente un significato connesso ad un’azione che si fa con la bocca: bere, mangiare…

Chī  mangiare

Hē bere

呼吸 Hūxī respirare

叫 jiào  chiamare

E’ difficile capire, che quel rettangolino alla sinistra dei caratteri qui sopra rappresenta “la bocca”.

E’ un radicale o 偏旁 Piānpáng che dir si voglia.

Un componente grafico che convenzionalmente rappresenta “la bocca” 

Quando vediamo un carattere con all’interno questo rettangolino sappiamo già indirizzarci verso una tipologia di possibili significati.

Come “la bocca” esistono molti altri  偏旁 Piānpáng, circa 200, ma non temere, quelli più usati e che ti serve sapere sono meno di una cinquantina. Immagina che i 偏旁 Piānpáng siano dei mattoncini che ti aiuteranno a costruire la conoscenza e la comprensione della lingua cinese.

Scrittura cinese, origini.

All’inizio del III millennio a.C. risalgono dei resti di terrecotte su cui  sono stati incisi dei pittogrammi. Immagini semplici e realistiche,  che si pensa non siano solo dei dipinti ma avessero scopi comunicativi (registrazione eventi e concetti).

Vere forme di scrittura, articolate e frutto di un’evoluzione e di un sistema di scrittura sviluppato, risalgono alla seconda parte della dinastia Shang (XIV-XI secolo a.C.). Trattasi di iscrizioni su ossa oracolari o su recipienti in bronzo, che somigliano ad una raffigurazione ancora pittorica di ciò che si voleva rappresentare, ma più stilizzata rispetto al passato.

Parentesi: sai cosa sono le ossa oracolari? Sono ossa di animali e gusci di animali, che avvicinandoli al fuoco, con il calore mutavano, si deformavano, lasciando intravedere crepe da cui, durante le divinazioni, si decifravano parole e messaggi. In altri casi, le stesse ossa oracolari venivano incise con dei pittogrammi. Gli stessi pittogrammi che sono all’origine della scrittura cinese.

 

A poco a poco nel corso degli anni, la forma di scrittura divenne sempre più stilizzata, fino a raggiungere le sembianze di quella attualmente in uso.

<strong>Cinese semplificato</strong> e cinese tradizionale

Ci sono state varie evoluzioni e vari passaggi che hanno portato alla creazione del sistema di scrittura tradizionale, ancora in uso su alcune aree della Cina.

La lingua cinese scritta come elemento unificatore

Uno degli aspetti più da notare, è come la lingua cinese scritta, abbia contribuito nel corso dei secoli, a fare da elemento unificatore.

Nella Cina continentale vengono parlati tantissimi dialetti. Se vai in in Cina, vedrai che tutti i programmi in tv hanno i sottotitoli. I caratteri cinesi possono avere infatti pronunce diverse, date dalle diverse forme dialettali, ma hanno lo stesso significato, comprensibile su tutto il territorio cinese.

Mi è stato chiesto, perché la Cina si ostini a mantenere un sistema di scrittura in uso solo da lei e non si sia “adattata” ad usare l’alfabeto latino.

Questo spazzerebbe la sua cultura, le sue origini.

Sarebbe rischioso, perché porterebbe ad una frammentazione linguistica e probabilmente territoriale.

Sarebbe molto difficile, mi azzarderei dire impossibile, visto la quantità di gente che parla la lingua cinese e la struttura di una scrittura che è unica: in un solo carattere, abbiamo indicazione di senso e anche se non precisamente e non  sempre, anche del suono.

Perché conoscere la scrittura cinese è così importante

Arrivati ad un certo punto, circa alla quarta lezione, lo studente tipo che chiameremo Gianni, con visibile disagio e timore, porrà sempre la solita domanda: ma come mai due caratteri diversi hanno uguale pronuncia? Perché a stessa pronuncia corrispondono diversi significati?

 

Prendi un vocabolario di lingua cinese.

vai alla lettera G.

Cerca la parola GUA. 

Troverai 6 caratteri diversi. 

E questo non è uno degli esempi più emblematici, perché anche non sai cosa sono i toni, avrai notato che sopra ad ogni”GUA” sulla A c’è un simbolino diverso, 4 toni diversi per l’appunto, quelli sono i toni cinesi. A tono diverso corrisponde diverso significato.

Prendi sempre il vocabolario e cerca HE.

Vedrai che di Hé con la “E” al secondo tono e cioé così “é”, ce ne sono ben 8. Ora non afferrerai il concetto fino in fondo, è davvero difficile da capire. E lo studente tipo, lo abbiamo chiamato Gianni, non mi porrà solo una volta la domanda di cui sopra, ma lo farà ogni circa due o tre mesi. La risposta è per noi occidentali così aliena, da essere sul momento incomprensibile:

Per sapere che un “Hé” è la congiunzione “E” e un altro “hé” significa “unire, equivalere a “, bisogna conoscerne la sua trascrizione, il suo carattere, bisogna insomma conoscerne la scrittura. 

和 Hé congiunzione

合 Hé unire, equivalere a 

河 Hé  fiume

核 Hé nocciolo, fulcro

荷 Hé loto

“Hé”  è il pinyin. Vedi a quanti significati diversi e a quanti caratteri diversi corrispende Hé?

Per sapere quel “Hé” che significato ha, dobbiamo leggerne il carattere.

Hé è solo la trascrizione in pinyin di un detereminato carattere. Il pinyin è solo una trascrizione fonetica universalmente accettata che aiuta stranieri e bimbi cinesi, a studiare e ad imparare la lingua cinese. 

 

I più a leggere tutto ciò saranno già scappati. Io avrei dovuto. Quando ancora ero indecisa se darmi allo studio del giapponese o del cinese.

Quando alla presentazione del corso di studi di lingua cinese, l’insegnante di letteratura,  ci disse con gli occhi che brillavano, già pregustando la nostra reazione, che la lingua cinese non ha un alfabeto, continuando poi con una punta di  cinismo, che “eravamo ancora in tempo per andarcene, perché saremo stati degli individui frustrati a vita, a lottare per apprendere nuove parole quando ne avremo un po’ alla volta dimenticate altrettante.”

Si perché la lingua cinese non ha un alfabeto, il giapponese si.

Ogni parola della lingua cinese va imparata a memoria.

Però, te lo dico con grande sincerità e non perché voglia convincerti:

Da quella stanza non me ne sono andata e ho fatto bene. Perché anche se la lingua cinese da gioie ma anche dolori, è la passione che mi tiene viva. La amo, mi ci incaponisco, mi fa bene, mi fa male. E’ come un amante in una relazione tumultuosa. A volte è difficile, ma fa battere il cuore.