有一个秘密地方,一颗宝石位于意大利村转的中间…

。。。离威尼斯和多罗米蒂山的附近.

刚来你们去以为在天堂!

你们来发现我们乡村方式的生活。 享受自然和我们烹饪的食物。

参与我们意大利烹调术课。

坐落于意大利北部的威尼托大区的一座面朝普罗塞克山丘,四周被葱葱郁郁的环美丽田野所环绕, 它集酒店,饭店为一体,是个寻找平和,休闲和宁静的理想之地!


露丝与安德里亚JPG

Ruth & Andrea 露丝与安德里亚

非常友好收到你在他们的B&B。你去度过美好的日子门。露丝与安德里亚使地点成为一个独具特色的,优雅,专业和美丽的地方,在这里您可以和朋友们一起度过一个私密和 引人入胜的假期。

一个放松的好地方,为呼吸温馨真值意大利当地的气氛。 这里的一切都是充满激情和爱的。桌子上,每天有离花园露丝摘的鲜花


B&B提供三个舒适客房,所有都是精致装修,并且都拥有着令人惊喜的视觉景观以及舒适和高品质的服务。 清晨当您打开窗户的时候,正面迎接和环绕您的将所独有的一览无余的全 景和大自然本身奥妙的声音。

你们可以享受自然和我们烹饪的食物。

你们可以享受做用当地用料的食物。 你们也可以帮助安德里亚准备他的食谱。

。。。还可以参与我们意大利烹调术课

温馨的氛围,美妙的景色

Significato e origine dei 明器 Míng qì.

Ho cominciato a parlarti dell’argomento trattato nella mia tesi di laurea i 明器 Míng qì, 木俑 Mù yǒng, in particolare. Spero di non annoiarti. Il mio intento è ben diverso. 

Credo sia un argomento affascinante e penso possa coinvolgerti e piacerti. E’ come leggere una storia semplice e lineare, ma che poi evolve, muta, si adatta ai cambiamenti sociali e culturali.  Ma parte sempre da una realtà e da un tema ancora attuale e che non passerà mai: la paura della morte. 

Ti racconto quanto ho appreso in mesi di ricerca per la preparazione della mia tesi di laurea, anche perché mi fa piacere rivivere con te l’emozione della scoperta. Sono felice anche di “rispolverare” quanto studiato, perché rischia di rimanere sepolto sotto strati e strati di nozioni e notizie apprese più recentemente. Dimentico costantemente le cose che imparo. E’ una condanna per me non riuscire a tenere a mente nulla. Mi consolo pensando che comunque, quanto studiato fa parte di me e rappresenta una parte di “mattoncini” con cui è strata costruita e continua a essere costruita la “mia casa”.

Continuiamo quindi con il mio racconto parlando del tema generale:

明 Míng significa “luce, luminoso, chiaro, illuminato”

器 qì significa “strumento e utensile”.

明器 Míng qì significa letteralmente”utensili dello spirito”.

I Mingqi sono quegli oggetti donati ai defunti durante la cerimonia funebre come corredo “profano”. Sono identificati come mezzi per omaggiare, proteggere e confortare il defunto nella sua vita nell’aldilà.

La speranza della continuazione della vita dopo la morte, come pure il desiderio di onorare i defunti, sono sempre stati aspetti comuni a tutte le civiltà.

Al tempo stesso pensare alla morte come alla fine di tutto porta un sentimento di timore e incertezza al quale si è sempre tentato di trovare conforto. In ogni civiltà , tale esigenza è stata affrontata in vari modi, a seconda della religione e della cultura. La speranza nella continuazione della vita, anche se in un’altra dimensione, portò i cinesi a seppellire assieme al corpo del defunto, oggetti che servissero al suo sostentamento nella vita ultraterrena.

Dal Neolitico in poi, vi furono evoluzioni e cambiamenti nelle credenze e nel rito funebre, che portarono alla nascita dei 明器 Míng qì.

Questo periodo segnò la nascita di usanze, che si svilupparono in seguito, ma le cui basi restarono comuni a tutte le epoche.

Dallo studio di alcune costruzioni appartenenti alla cultura Yangshao (5000-3000 a.C.) si è dedotto che probabilmente, all’interno di questi edifici, venissero svolte le prime cerimonie religiose, condotte da un sacerdote scelto. Resti di ossa, fanno pensare che venissero compiuti sacrifici umani e animali. Le tombe erano piccole, ricavate da fossa verticali e contenevano pochi oggetti, visto lo spazio ridotto, che comprendevano utensili, armi in osso e pietra, ceramiche e strumenti musicali come ocarine, recipienti per cibi e bevande destinati alle necessità del defunto nel mondo ultraterreno. 

Si credeva già nella continuazione della vita dopo la morte e che gli oggetti usati in vita, potessero essere utili anche nall’aldilà. 

Nelle tombe più ricche, sono stati ritrovati accanto al corpo del defunto, numerosi monili e oggetti di giada, spesso con decorazioni suggestive di maschere antropomorfe e zoomorfe.

Dall’esame delle sepolture, sono stati riscontrati molteplici riferimenti a entità immateriali, che avrebbero popolato un mondo parallelo a quello dei viventi, dal quale il defunto avrebbe dovuto proteggersi.

La tradizione di arricchire le tombe con oggetti, venne stabilita a Banpo, villaggio della cultura Yangshao, situato nei pressi dell’attuale Xi’an, nella provincia dello Shaanxi e dove metà della sepolture di adulti contenevano utensili, soprattutto di ceramica.

Le più antiche figurine dall’aspetto umano finora ritrovate in Cina, risalgono alla cultura Hongshan (3500-2500 a.C.). Pare non avessero ancora la funzione di mingqi, ma si pensa avessero valore religioso e rappresentassero una divinità femminile. Questa società era probabilmente matriarcale e adorava una dea della fertilità. 

 

Durante la dinastia Shang (1523-1028 a.C.), la religione era rivolta soprattutto al culto degli antenati e in misura minore a vari elementi del culto naturale, come il Fiume Giallo e la Terra. L’entità suprema era Shangdi , da cui dipendeva il benessere degli uomini e tutto ciò che accadeva sulla terra. Shangdi era l’antenato della stirpe reale, faceva da tramite  tra gli esseri viventi e le forze naturali. Con lui poteva comunicare solo il re tramite la Scapulomanzia. Dalle screpolature che si formavano su carapaci di tartaruga o scapole bovine, si leggevano le risposte a domande di vario genere fatte agli antenati. Tali domande avevano lo scopo di conoscere in anticipo accadimenti futuri, come piogge, alluvioni, terremoti, guerre e caccia. Dal momento che gli antenati erano esseri di duplice natura che potevano dispensare protezione, ma anche punizione, si cercava di ottenere la loro benevolenza tramite vari rituali che prevedevano l’offerta di cibi e svolgimento di cerimonie e sacrifici.

La dinastia Shang viene ricollegata ad una pratica crudele: quella dei sacrifici umani.

Erano gli stessi antenati, ad indicare tramite la scapulomanzia, quanti e quando ne dovessero essere offerti.

Questo rituale, rappresentava una specie di relazione contrattuale, tra vivi  e morti, tra umano e sovrannaturale.

I ritrovamenti archeologici di carcasse di animali e ossa oracolari, hanno fornito un quadro agghiacciante sul numero di sacrifici effettuati, che comprendevano buoi, pecore, maiali, cani, ma spesso anche esseri umani, per la maggior parte prigionieri di guerra e probabilmente anche i servitori più prossimi al defunto. I sacrifici più imponenti erano quelli effettuati in occasione della morte di un sovrano, delle spose reali, di un alto dignitario o in occasione della costruzione di un palazzo o fondazione di una città.

Diverse dozzine di umani e animali venivano sepolti nelle tombe delle persone di alto rango, mentre si arrivava addirittura ad alcune centinaia nelle tombe dei re.

Nella tomba reale 1001 an Anyang, furono portati alla luce più di trecento corpi di guardie sepolte con carri, cavalli e armi, individui di stato sociale più elevato, come dipendenti o accompagnatori del defunto e infine vittime ordinarie come schiavi e prigionieri di guerra. Assieme al defunto furono ritrovati i suoi oggetti personali. Questi erano anche un mezzo per ostentare le sue ricchezze e per indicare il rango del defunto.

Se fino a qua ti sembra un argomento interessante, ti piacerà ancora di più quando parleremo dei Mingqi in epoca Han e Tang. 

La storia continua, se ti pare, una volta al mese, qui con me. Ci rivediamo dunque ad ottobre. 

 

 

 

Cinesi al mare

  • Come lo vivono
  • Dove vanno
  • Destinazioni mare in Cina
  • Hainan

Cinesi al mare


Tutti al mare, tutti al mare…..

….Non so voi, ma io sono una classicona anche un po’ pop.

Mi piace viaggiare ed esplorare città e posti nuovi, però difficilmente riesco a rinunciare al mare. Lo amo alla follia.

Passerei le mie giornate tra spiaggia, bagni al mare, lettura… Amo stare al sole e vedere la mia pelle che diventa dorata. Soffrire il caldo, boccheggiare e quando non ne posso più, buttarmi in acqua. Fare lunghi bagni con maschera e boccaglio, esplorare i fondali e quando mi sento appagata, mettermi su uno scoglio ad asciugarmi al sole leggendo un buon libro… Aspettare qualche minuto … e ricominciare tutto d’accapo.

Ma come vivono i cinesi il mare? E’ vero che non lo amano, non amano prendere il sole e prediligono altri passatempi?

Il mare in Cina l’ho vissuto solo a Hong Kong e ormai sono passati un bel po’ di anni. Le spiagge erano piene di gente, che faceva il bagno, giocava con i giochi d’acqua, forse prendevano anche il sole.

Di certo sarà difficile vedere un cinese al mare disteso ore e ore che prende il sole su una sdraio come facciamo noi.

Qui sono io al mare ad Hong Kong troppi anni fa. Ricordo che io e la mia amica Serena, eravamo quelle con i costumi più succinti. 

Ricordo anche di essere andata ad una festa in piscina con amici della mia coinquilina Felicia, tutti hongkonghini e di essermi sentita estremamente a disagio per essere l’unica in bikini, le ragazze indossavano tutte un due pezzi con con una sorta di boxer al posto degli slip.

Ti sto parlando di Hong Kong e come sappiamo HK non è Cina.

Da qualche anno nelle spiagge cinesi spopolano i Facekini, i bikini da viso, in cinese 脸基尼 Liǎn jīní . Nati per proteggere dalle punture delle meduse, vengono anche indossati per evitare l’esposizione diretta ai raggi del sole. Sembrano dei veri e propri passamontagna. Ho fatto un salto su Amazon e ne ho visti di coloratissimi. Il range di presso va all’incirca dai 4,99 € per quelli più economici, fino ai 20 €.

Ma perché i cinesi non si vogliono abbronzare?

Se pensiamo ai nostri canoni di bellezza del XIX secolo, troviamo la risposta. La pelle scura, abbronzata era tipica dei braccianti, mentre invece le donne di un certo rango si proteggevano dal sole con cappelli e ombrellini e avevano la pelle diafana.

Il mito della pelle candida, è stato esaltato anche da numerose opere letterarie. Queste caratteristiche, fatta eccezione per il periodo Maoista, hanno continuato a rappresentare, fino ai giorni nostri, un imprescindibile ideale estetico.  

Cambierà questa tendenza?

E’ probabile, come stanno cambiando tante abitudini, anche in ambito turistico.

Se i cinesi forse non hanno la cultura della tintarella  di certo amano nuotare, apprezzano i bei paesaggi, i tramonti. Amano inoltre molto i giochi d’acqua

Quali possono essere le destinazioni mare Cina?

Oggi ti parlo solo di 海南 Hǎinán, una meta che ha suscitato su di me sempre un gran fascino, fin dai tempi in cui vivevo a Hong Kong e che non ho mai avuto il piacere di visitare.

Situata davanti al Vientnam nel mar Cinese Meridionale, è un isoletta tropicale pare di tutto rispetto.

Navigando in internet vedo che anche Club Med ci ha “messo le grinfie” con un resort davvero bello pare, di cui però non abbiamo troppe foto. Io resto scettica e vorrei dei feedback…. Che io sappia Club Med installa i suoi villaggi nei posti più del globo, almeno una volta….

Il paesaggio dicono assomigliare a quello tropicale.  Si parla di sabbia bianchissima e sottile, palme, mare cristallino popolato da moltissimi pesci. Un paradiso per i sub e gli amanti dello snorkeling e quindi anche per me. Sull’isola ci sono anche delle sorgenti termali. 

Hainan è una destinazione di lusso che ospita moltissimi Hotel 5 stelle e resort. Il governo cinese sta dando un boost a questa destinazione e la sta rendendo lentamente un paradiso fiscale.

A partire dal 1°luglio 2020, il governo centrale ha istituito un nuovo piano di sviluppo, in cui come obiettivo c’è anche, il rendere l’ isola un  porto franco a livello globale.

La spiaggia più famosa dell’isola è Sanya, con attorno locali alla moda, centri commerciali. Il clima è mite. Il periodo migliore per andarci è da novembre a marzo. Pare sia una delle destinazioni di mare preferite dal turismo interno cinese.

 

Io ci sto facendo un pensierino, e tu?

 

 

Cucinare cinese in Italia

L'”appetito nostalgico” è davvero una brutta bestia. Chi ha vissuto a lungo lontano da casa sa di cosa parlo.  Ci si sveglia nel cuore della notte e si comincia a pensare alle melanzane alla parmigiana, al pasticcio, alle polpette al sugo, al ragù….E  non si riesce più a dormire! L’appetito aumenta e il desiderio è incontenibile.

 

 

Appetito nostalgico

cos’è e come combatterlo.

Entriamo nei panni di Sasha

 

Lo step successivo è quello di provare il ristorante italiano, trovandosi delusi e con ancora più appetito di prima. Ti è mai capitato? A me si. Durante il mio primo soggiorno in Cina. Amavo molto la cucina cinese, ma dopo un po’ cominciavo a sentire un bisogno vero e fisico di risentire i sapori a cui il mio corpo si è abituato dalla nascita.

Di questo e di altro abbiamo parlato io e Sasha di Cina in Tavola, durante la diretta su Instagram.

Arrivata in Italia nel 2015, ha apprezzato fin da subito la cucina toscana, ma ha cominciato a sviluppare anche quell’appetito nostalgico, di cui parlavamo.

Ha iniziato a ricercare i sapori della cucina cinese in Italia. Nei ristoranti, nei take away… Ma i gusti spesso non erano gli stessi.  Si ritrovava a dover camminare un bel po’ per raggiungere un take away cinese, per poi spendere 10 € per un piatto di ravioli. Una follia, paragonato al costo in Cina.

Ha riprovato poi a cucinare lei stessa seguendo le ricette che trovava su Youtube, ma gli ingredienti da usare non erano mai completamente reperibili.  I piatti quindi, non venivano mai realmente come avrebbero dovuto.

Cominciò quindi a sperimentare. Senza attenersi alla lettera alle ricette, cominciò ad adattarle agli ingredienti che trovava nella sua città, Firenze. 

Se vuoi scoprire di più https://cinaintavola.com/chi-sono/

Da qui nasce il suo progetto, Cina in Tavola e i suoi corsi di cucina cinese. Una cucina riadattata, che ci fa scoprire la sfaccettatura e la bontà delle ricette cinesi, senza però impazzire alla ricerca di ingredienti introvabili.

Le ricette sono per tutti, a partire da chi è una capra in cucina. Sasha ha voluto rendere la cucina cinese alla portata dei più. Ha voluto trasferire la genuinità di una cucina casalinga, ma sempre curata. Lei è nata nel nord della Cina, e trasferisce i segreti e le particolarità di quella cucina, che è agro speziata.

Ha vissuto anche al sud, ad Hong Kong per questo la sua cucina è spesso piccante come pure i piatti che ci propone.

Sasha insegna a preparare i ravioli al vapore, le 6 mosse su come chiuderli per principianti, come far i baozi, il ripieno per i ravioli, ricette fusion cino-italiane, come pure ricette più tipiche, come la marmellata di fagioli rossi….

Non so voi, ma io ho già l’aquolina.

https://cinaintavola.com/

Come studiare la lingua cinese? 

Studiare la lingua cinese?

Come aiutarsi?

Come memorizzarla?

Che passi fare?

Quando mi si chiede come studiare la lingua cinese

ho sempre un attimo di esitazione… Io come ho fatto? Insegnando molto negli ultimi tempi o riflettuto e sono arrivata alle seguenti conclusioni..

Mi si chiede spesso come studiare la lingua cinese, come avvicinarsi alla lingua cinese, consigli per capirla, memorizzarla.

Premetto che ammiro chi riesce a esporre le proprie opinioni e i propri metodi, come se fossero realtà assolute e imprescindibili, con una sicurezza che non lascia trapelare che ci possano essere altre vie, altri modi, quello è il migliore, punto e basta. A me questo dà moltissima tranquillità e sicurezza, tendo ad ascoltare e prendere per oro colato consigli di chi più esperto di me. Questo almeno inizialmente, poi, scatta a volte lo spirito critico.. Ma veniamo a noi. 
Io credo che ognuno debba trovare la propria via per fare qualsiasi cosa. Anche per studiare la lingua cinese. Vero che chi ha più esperienza può elargire dei consigli che si spera siano buoni, anche per chi li riceve.
Altra premessa: sono vecchia e anche vecchia dentro. Quando ho studiato io all’università, non esistevano gli smartphone, i tablet, le app…Sono dell’epoca degli Startac Motorola, del Nokia 5210… Bisognava arrangiarsi con il vocabolario stoooop. Nessuna scorciatoia, nessuna via breve. Quindi questo è il mio approccio. Arricchito, sì sicuro da app, che aiutano a risolvere i problemi impellenti e anche a volte a imparare cose nuove in modo facile e divertente. Questo è un contorno, per studiare seriamente una lingua ci vuole altro. E chi vuole realmente impararla lo sa bene.
Ok quindi i miei consigli sono:
1.aiutati con la scrittura cinese.
Se vuoi approfondire lo studio della lingua cinese, non puoi prescindere dalla scrittura. Certo, inizialmente farai fatica. Poi però ti verrà in aiuto perché la tua memoria visiva assocerà tutti quei suoni che sembrano uguali, ai caratteri. Così farai molta meno fatica a ricordare. 
2. Associa mentalmente pinyin a caratteri. 
3… E caratteri a pinyin
Ogni volta che leggi o scrivi, abituati a pensare a pronuncia e scrittura come se fossero una cosa sola. Il tuo cervello lavorera senza che tu nemmeno te ne accorga. E spesso ti stupirà. 
4.scrivi pinyin sotto ai caratteri. 
Cosi memorizzerai carattere e pronuncia assieme e ti verrà più facile poi associarli e ricordarli. 
5. Esercitati nella scrittura
Si devi allenarti molto. Non c’è altro modo, mi spiace. 
6. Mano a mano che scrivi, ripeti mentalmente la pronuncia. 
Come un mantra, scrivi, leggi e pronuncia.. 
7.leggi guardando pinyin e carattere. 
8. Soffermati a ogni carattere che non ricordi. 
Quando sei davanti ad un testo, comincia a leggerlo e fermati ad ogni parola che non conosci. Imparala e ricomincia da capo. 
9. Inserisci parola in frasi diverse. 
Fai diversi esercizi inserendo i caratteri che stai imparando in frasi diverse con diversi contesti. 
10. Usa i post it. 
Se proprio non ti ricordi a questo punto, tappezza la casa con i post it con le parole che non ricordi (pinyin e carattere) 
Buon lavoro!