Mettiamoci nei panni del turista che arriva nel nostro paese…

▶️Immaginati cinese, con un sistema di scrittura unico al mondo, a piombare in un paese così diverso dal tuo, come l’Italia.
▶️Abitudini diverse, cibo, regole.
▶️Un po’ di disordine, metropolitane fatiscenti.

▶️Parti della città che è meglio non visitare da soli e con una mappa in mano (ma tu non sai quali)
▶️lo spettro di uno scippo imminente che aleggia su di te come una minaccia (sì, arriva anche questa immagine in Cina)
▶️Punti di riferimento diversi da quelli a cui sei abituato.

Come ti sentiresti? Cosa ti aiuterebbe a sentiryi più sicuro?

Mi vengono in mente molti modi, uno fra tutti, conoscere qualche parola rompi ghiaccio che serva a mettere a suo agio il cliente. 

Se sei una struttura ricettiva, se lavori nel turismo, se offri un servizio turistico… Penserai che questo non è proprio il momento più adatto per pensare a tali facezie, che hai pensieri ben più pensieri e grandi.

Giusto, vero, comprensibile. Ma invece ti dirò che credo che questo sia proprio il momento più giusto per lavorare su di noi, cambiare e offrire qualcosa di diverso.

 A volte basta qualche attenzione, qualche accortezza, per offrire un servizio migliore.
Non servono grandi cose, non serve stravolgere il nostro servizio, ma infiocchettandolo nel modo giusto, facciamo già il primo grande passo.

👉Ti sto parlando di servizio al cliente e in particolare al cliente cinese…

Come sempre l’empatia gioca un ruolo fondamentale
👉 Mettersi nei panni dell’altro, pensare “cosa mi metterebbe davvero a mio agio, appena arrivato in un paese straniero e lontano?”
👉Cosa mi fa sentire ben accolto e coccolato?
👉Quali azioni mi rendono ben disposto?
👉Quali sono gli aspetti di un servizio a cui do peso?
👉Cosa determina la buona riuscita di un viaggio e mi lascia un ricordo positivo?
(e mi fa lasciare una buona recensione a fine vacanza?)

Se il cliente è davvero al centro di tutto e vogliamo dargli la giusta importanza, conoscere qualche parola, qualche frase rompighiaccio nella sua lingua, potrebbe essere davvero d’aiuto.

Con i numeri che fa muovere il mercato cinese poi, andrebbe studiata un’offerta ad hoc e un’accoglienza altrettanto personalizzata, che faccia breccia nel cuore dei nostri clienti, non sei d’accordo anche tu?

Alcuni buoni motivi per studiare la lingua cinese.

Se ti stai chiedendo perché dovresti studiare la lingua cinese.

Se ti sta venendo voglia di imparare la lingua cinese  e non sai nemmeno bene tu perché.

Se pensi che la lingua cinese ti potrebbe servire ma non ne sei sicuro….

sei arrivato nel posto giusto.

 

 

Tengo corsi di lingua cinese da anni. Ho visto persone cominciare e mollare subito. Ho visto persone cominciare e non finire mai. La passione e le motivazioni che spingono ad iniziare sono gli aspetti che più di tutto, determinano il successo nel lungo periodo. 

Ho tenuto corsi di lingua cinese per bambini, che hanno cominciato spinti dai genitori. Qualcuno ha continuato e qualcuno ha mollato.

Ho tenuto corsi privati di lingua cinese per adulti, qualcuno ha mollato tanti hanno continuato.

Ho tenuto corsi di lingua cinese aziendale collettivi e ho potuto constatare che  la differenza di capacità di memorizzazione, pronuncia, comprensione è completamente diversa tra persone. Quello che mi ha colpito davvero, è che qualche anno fa ho insegnato lo stesso corso di lingua cinese aziendale con più o meno le stesse lezioni a due classi di adulti diverse. Una con grande successo. Una con molto meno. Entrambe le classi erano molto eterogenee, per capacità, formazione, scopi. Però una mi seguiva ed era sempre al passo, l’altra no. E ho capito che quello che variava era la motivazione, il credere che l’impresa sarebbe stata possibile, la determinazione. 

Per cominciare un corso di lingua cinese, devi essere dunque motivato. La strada è lunga e tortuosa. Non è una passeggiata. Ci sono tante cose da sapere  e imparare. Non credere a chi ti propone scappatoie e ti dà facili illusioni. Se vuoi frequentare un corso di lingua cinese breve, in cui acquisire un frasario pratico di base da usare al bisogno, puoi farlo. Ma poi è probabile che ti incuriosirai, che ti verranno un sacco di domande da fare, che vorrai approfondire. Capiterà forse che vorrai studiare anche la scrittura cinese, saperne di più sulla cultura cinese, che ti verranno domande di grammatica. O magari no.

La lingua cinese ha una grammatica molto meno rigida rispetto alla nostra. Si imparano le regole e si deve essere già pronti a eventuali eccezioni,che ve lo dico già, si presenteranno.

La lingua cinese è in parte semplice, perché:

Non c’è maschile e femminile.

Non c’è singolare e plurale.

Non ci sono tempi e coniugazioni verbali.

Quando si comincia ad entrare nel modo della scrittura cinese, si capisce che ci sono molti concetti che una volta acquisiti ci aiutano nel decifrare i caratteri.

Per cominciare a studiare la lingua cinese, bisogna dunque essere determinati e crederci. Cominciare sapendo che ce la puoi fare anche tu. Se parti già vedendola come un’impresa impossibile ti fermerai alla prima difficoltà. E noi non vogliamo (inteso tu e io) che tu lo faccia, giusto? Vogliamo che cominci, continui e ti appassioni. Come in tutte le cose della vita, non guardare quanto lunga è la strada, ma concentrati su ogni passo che stai facendo, senza ovviamente perdere mai di vista il tuo obiettivo. 

Comunque tornando alla domanda, perché studiare la lingua cinese?, vorrei che la girassi a te stesso e che trovassi la tua motivazione e il tuo perché.

Studiare la lingua cinese è utile per molti aspetti. Per accrescere il livello del tuo cv, per aumentare la tua consapevolezza, per abbattere muri.

Studiare la lingua cinese fa entrare in un mondo completamente nuovo. 

Studiare la lingua cinese aiuta ad aprire la mente e a fare un viaggio senza muoversi da casa propria.

Studiare la lingua cinese è una sfida continua. Ti fa mettere alla prova. Ti dà fatica ma anche tanta soddisfazione.

Studiare la lingua cinese accorcia le distanze culturali.

Se sei una persona curiosa che ama mettersi in gioco, un corso di lingua cinese ti arricchirà come poche altre cose sanno fare.

Ti piacerebbe provare? se si, prova a iscriverti al mio mini corso gratuito Sino Base – Il Mischione  https://martasillicchia.com/corsi-on-line/

Se invece sai già che vuoi cominciare e ti sei già convinto, ho per te varie soluzioni :

Corso di lingua cinese basehttps://martasillicchia.com/cosa-posso-fare-per-te-2/ 

Corso di lingua cinese per aziende https://martasillicchia.com/cosa-posso-fare-per-te-2/

Corso di lingua cinese per bambini https://martasillicchia.com/cosa-posso-fare-per-te-2/

Tutti questi corsi di lingua cinese, si tengono on line, sulla piattaforma che preferisci. La cadenza normalmente è settimanale, l’orario lo decidiamo assieme in base alle tue esigenze e alla mia disponibilità.

Se invece:

  • vorresti studiare la lingua cinese, ma non sai dove “incastrarla” tra i tuoi mille  impegni.
  • l’idea di avere un appuntamento settimanale fisso ti fa venire l’orticaria.
  • Sei un po’ orso/a e preferiresti non dover avere un contatto settimanale con un insegnante.
  • Ami organizzare e pianificare il tuo tempo e ti piacerebbe frequentare un corso di cinese in autonomia

    Ho la soluzione che fa per te. Sto costruendo dei corsi di lingua cinese base on line, da fare in completa autonomia, quando e dove vuoi (di sera, di notte, in pausa pranzo, in pausa caffé, dal divano, dallo sdraio, da una panchina al parco…). Per ora puoi fare il corso di lingua cinese base on line gratuito che si chiama Il MIschione.  Contiene infatti un mix di informazioni che ti aiuteranno a capire se la lingua cinese fa per te e se studiarla attraverso questo metodo e un corso on line ti aggrada. https://martasillicchia.com/corsi-on-line/

    Se ti piacerà e vorrai continuare potrai farlo in vari modi. Ti piace l’idea?

La scrittura cinese ti sembra difficile?
 
ti sembra un rompicapo, uno scoglio inaffrontabile? E’ uno dei motivi che ti scoraggiano nello studiare la lingua cinese? Solo a vederli ti si “rizzano i capelli”? Ti dici “io non ce la potrei mai fare?”….
 
Beh mi rendo conto che tanto facile approcciarvisi non è. Per noi occidentali è un campo sicuramente ostico.
Tutti questi segni sono al primo sguardo incomprensibili e ci sembrano “arabo” (e invece no, è cinese ahahaha). 
E ancora peggio, la lingua cinese non ha un alfabeto. Eh si, proprio così. Quando lo appresi a università cominciata,  ancora potevo scappare a studiare il giapponese, che un alfabeto ce l’ha, ma non so quanto più facile sia… E invece no, ormai ero decisa e andai avanti.
 Breve spiegazione:
 
La lingua cinese è composta da caratteri.
Ogni carattere corrisponde ad una sillaba.
 
Ogni sillaba si compone di una iniziale, una finale e un tono. 
Ogni carattere va imparato a memoria. 
In nostro aiuto interviene il pinyin, una trascrizione fonetica in caratteri latini, che ci indica la pronuncia di un determinato carattere.
Una cosa che noi occidentali facciamo molta fatica a capire quando cominciamo a studiare la lingua cinese, è che stessa pronuncia corrisponde a più caratteri e significati diversi. Acquistando il classico vocabolario (ad esempio il mini “Dizionario compatto cinese-italiano, italiano-cinese e conversazioni. Zanichelli), oppure scaricando la tastiera cinese su pc o mobile, te ne puoi rendere subito conto.
Il pinyin infatti serve solo per aiutarci a pronunciare una parola, ma da solo non ci esprime il significato di quella stessa parola…. Magari in alcuni casi si, riusciamo a capirlo dal contesto in cui si trova, ma in molti altri abbiamo bisogno anche del carattere per poter capire di che termine si tratta.
Va da sé, che se abbiamo intenzione di fare un corso breve di lingua cinese e imparare un frasario limitato, possiamo fare a meno di studiare la scrittura, altrimenti lo sconsiglio sempre vivamente. Al momento sembra di riuscire comunque a studiare, imparare e parlare. Ma a mano che il vocabolario si espande, la confusione avanza e ci tocca ricominciare da capo. Con il risultato che ci rendiamo conto di aver cominciato con il piede sbagliato, facciamo fatica a recuperare, ci scoraggiamo e demotiviamo. Consiglio dunque di evitare questa frustrazione e guardare direttamente in faccia alla realtà. Se vogliamo studiare una lingua dobbiamo prendere ‘Il pacchetto completo’.
Quando insegno, ogni lezione è divisa in varie parti: fonetica, glossario (parole nuove), lingua parlata (dialoghi e frasi calate nella realtà), grammatica, scrittura e a volte qualche cenno di cultura per chi lo vuole. Sembra pesante, ma bilanciato bene è affrontabilissimo…E anzi ci evita di concentrarci su un unico argomento che sarebbe noioso.
E fin qui ti sembreranno tutte delle cattive notizie, e invece no, non lo sono. Perché la scrittura cinese, non solo è bella, affascinante, coinvolgente , oltre che impegnativa, ma è necessaria per chi vuole davvero addentrarsi in questa cultura meravigliosa.
Al momento i caratteri cinesi ci sembrano dei rompicapi e non riusciamo ad capirli, ma un po’ alla volta, con studio ed esperienza, si imparano a scomporre e ad interpretare.

 

In questo scatto vi mostro due cose:

  1. queste sono delle card create da una mamma taiwanese che ora vive in America, e che ha creato questo metodo divertente, con una grafica colorata e accattivante, per insegnare la lingua cinese al suo bimbo. (chineasy) Infatti i caratteri cinesi possono essere insegnati ai bambini, mostrando come possano essere riconducibili ai pittogrammi dai quali provengono.
  2. degli esempi di radicali 偏旁 pianpang – Il tetto, la bocca, la persona, la giada.

 

Questi radicali o componenti fondamentali dei caratteri, ci vengono davvero in aiuto per fare la suddetta “scomposizione”. Spesso i caratteri cinesi sono composti da più elementi; una parte ci indica il suono, una parte ci indica il significato, a volte abbiamo solo suono, altre volte solo significato…La lingua cinese è proprio bella per questo, ha delle regole e un sacco di eccezioni.

 

Con lo studio e la pratica sommato alla conoscenza dei radicali, riusciamo anche a imparare la scrittura. Riusciamo a vedere che in un carattere c’è

“la bocca”  e poter dedurre che esprima azioni che vengono fatte con la bocca: bere, mangiare, chiamare,

oppure “il tetto” e che quindi il significato sia connesso a costruzioni, chiuse e protette,

o ancora “le tre gocce”  e capiamo subito che questa è una parola legata all’acqua, mare, fiume, lago….

Di la verità, cominci già ad incuriosirti?

Ti posso anche dire che gli stessi radicali sono alla base della nascita della scrittura cinese. I primi ritrovamenti risalgono al tardo Neolitico, e sono iscrizioni su ossa oracolari. 

“La prima scrittura cinese mostra che aveva un’origine fondamentalmente pittografica. Nei primi stadi del suo sviluppo, è chiaro che il meccanismo principale per la creazione di caratteri era disegnare una raffigurazione di ciò che voleva essere rappresentato.”- La lingua cinese di Magda Abbiati.

Questa raffigurazione oggi è molto stilizzata, ma può ancora essere visibile e venire in nostro aiuto.

Come con ogni cosa, consiglio un approccio graduale. Devi avere chiaro in testa qual’è il tuo obiettivo si, e crearti un piano, si, ma nello studio di tutti  i giorni, devi procedere un piccolo passo alla volta, senza dare importanza a quanto lungo è il percorso.

Con dei buoni strumenti, un po’ di determinazione e una “guida”, puoi farcela anche tu!

L’atteggiamento del turista cinese negli ultimi anni è cambiato e evolverà ulteriormente.

Ai noi, il 2020 doveva essere l’anno della cultura e del turismo Italia-Cina.

▶️Già il sito ANSA, nel novembre 2019, titolava “Turismo: cinesi pazzi per l’Italia, +8,2% nel 2019”, “Oggi sono 150 milioni i turisti che dalla Cina vanno all’estero. Nel 2030 saranno 400, con il clamoroso sorpasso sugli americani. E l’Italia? Salda in testa alle classifiche delle mete più sognate, deve accelerare il passo e prepararsi ad accoglierli, pensando, però, a un turismo quanto più sostenibile”.

▶️E ancora, il 21 gennaio 2020, l’ENIT – Ente Nazionale Italiano turismo – lanciava un comunicato stampa dal titolo “L’ITALIA, CALAMITA PER IL DRAGONE 2020” e investiva in Cina con due nuove sedi, Shanghai e Guangzhou. 

Poi sappiamo tutti com’è andata.

E’ probabile , e anzi lo vedremo lo dicono già alcuni dati, che appena le restrizioni si allenteranno, si ricomincerà a viaggiare… Il turismo cinese è per ora di natura domestica, ma prima o poi si riverserà anche nelle nostre località.

Come possiamo farci trovare pronti?

Cominciando a studiare, per chi non lo avesse già fatto e a conoscere questo mercato dall’immenso potenziale.

Abbiamo ormai molti strumenti per sapere cosa cerca il turista cinese dal nostro paese, come sta cambiando il suo comportamento d’acquisto, i suoi gusti, il modo in cui prenota i viaggi, cosa lo spinge a recarsi in una destinazione piuttosto che un’altra.

“Se conosci il nemico e conosci te stesso, non hai motivo di temere l’esito di cento battaglie” – Sun Tze “L’arte delle guerra”. 

Questa non è una battaglia e il turista cinese è tutt’altro che Il nemico.

E’ piuttosto un cliente speciale a cui stendere un tappeto rosso e accogliere nel migliore dei modi possibili. Sia perché così si dovrebbe fare con tutti i clienti e sia perché una sua recensione positiva e soddisfatta , potrebbe richiamarne altri 1000 di clienti come lui.

Ma questa frase de ‘L’arte della guerra’ è utile anche nel business. Per sapere come comportarsi con un partner commerciale e con un cliente, bisogna conoscerlo.

Saperne le preferenze, i gusti, cosa ama , cosa odia, cosa cerca…

Sapere cosa noi siamo in grado e possiamo fare per lui.

Ed eccoci qui, pronti a scoprirlo….

 

 

Che cosa significa per voi l’accoglienza?

 

accogliènza s. f. [der. di accogliere]. – L’atto di accogliere, di ricevere una persona; il modo e le parole con cui si accoglie: a. fredda, affettuosa, festosa, cordiale; l’a. oneste e liete Furo iterate tre e quattro volte (Dante); fare buona, cattiva a. a qualcuno; anche assol., fare accoglienza, accogliere cortesemente.
Da Treccani.
 
Per me l’accoglienza è fatta di tante piccole cose.
 
👉 E’ il dare valore alla persona che accogliamo, facendogli percepire che stavamo aspettando proprio lui.
👉 E’ il mettere la persona a proprio agio.
👉 Ma sopratutto è una predisposizione di apertura o chiusura mentale, che avviene quando ci prepariamo ad accogliere qualcuno, che si riflette poi nei nostri atteggiamenti (postura, espressione facciale…)
 
In contesti informali, con gli amici, e formali, nel lavoro, cosa significa per me?
 
👉 Non far attendere, farci trovare pronti.
👉 Pensare a preparare qualcosa che sappiamo possa piacere: un té, un dolce, anche solo dell’acqua e limone serviti in un bel bicchiere…
👉Pronunciare una parola al momento giusto “che bello vederti, sono proprio felice”
👉Una frase pronunciata nella sua lingua.
 
Infine, e qui vengo al dunque, nonostante questo non sia apparentemente il momento migliore per parlarne, ma secondo me lo è, e vi spiegherò anche perché) come dovrebbe essere accolto un turista cinese nei nostri alberghi? Prima di tutto conoscendo qualche parola nella sua lingua.
 
📣 E allora vi lancio una sfida: seguirmi una settimana nelle mie storie e imparare a pronunciare qualche parola di benvenuto ijn lingua cinese e qualche nozione di cultura. Ci state? 🙌🙌🙌

What is for you the meaning of words welcome? Hospitality?

 

Hospitality to me is an addition of many little things

 
👉 give value to host, letting him understand we were waiting for him (and not anybody else)
👉 Put him at ease
👉 Above all is a mental preparation to be open to welcome somebody else.  And this kind of attitude reflects in our behaviours (facial exptressiom, posture…)
 
In informal contexts, with friends, or formal, with customer, which is the meaning for me?
 
👉 Be not long in coming. If isn’t possible, make waiting pleasant. 
👉 Prepare something to welcome him, a tea, a slice of cake, or simply a glass of water served in the best way.
👉Say something at the right moment “I am very happy to see you”
👉In a business context: say some words in his language.
 
In the touristic field, speaking about hospitality in hotel , how should be welcomed a Chinese tourist in our hotels? Above all, speaking a little its language…
And you? which is hospitality for you?