La Pasqua si festeggia in Cina?


La risposta per quanto mi riguarda è NI.

Innanzitutto buona Pasqua a tutti voi!

Non potevo fare a meno di spendere qualche parola sulle usanze cinesi nei giorni pasquali, in quanto mi sono resa conto che ci sono davvero tante opinioni a riguardo. 

C’è chi dice che la Pasqua in Cina si festeggia, chi no.

 

E’ vero che affermare che la Pasqua venga festeggiata in Cina come affermare il contrario è altrettanto giusto.

 

✔Si! La Pasqua viene festeggiata prevalentemente in maniera laica. C’è però una minoranza di cristiani che la festeggiano come una vera e propria festa religiosa.

 

❌no! non si può dire che venga realmente festeggiata perché i negozi in quel giorno sono aperti e non viene comunque inserita come festa nel calendario ufficiale, essendo una festa religiosa.

 

Bisogna considerare, che la religione cattolica e ortodossa, è presente in Cina, ma in minima parte. Continuano a sorgere sempre più chiese, ma i credenti sono solo una minoranza. Va da sé, che le nostre festività siano non vissute o vissute in maniera diversa.

Ad Hong Kong, invece, c’è una maggiore presenza cristiana, in quanto è stata per anni colonia inglese. Qui la Pasqua è già più sentita. Si potranno trovare dei negozi chiusi e qualche ristorante o hotel di lusso che offre un tipico menù pasquale.

 

La nostra Pasqua come cade quest’anno, va ad accavallarsi ad una festa nazionale cinese, che ha luogo dal 4 al 6 aprile e che prevede due giorni di vacanza. ✴ 清明 Qingming è la festa degli antenati. In questi giorni si usa andar a fare visita ai parenti defunti, pulire le tombe, portare dei doni.

 

La  tradizione della Pasqua, come quella del Natale, sta entrando in Cina, da un punto di vista più commerciale. In alcuni department store si possono dunque trovare decorazioni tipiche pasquali, con pulcini, ovetti, coniglietti. Si possono acquistare uova e coniglietti di cioccolata.

 

Cosa si fa in Cina nel periodo pasquale:

👉Si decorano l’esterno delle chiese con i 春联 chunlian dei drappi rossi su cui si scrivono degli slogan o parole di augurio.

👉复活节彩色蛋 Si colorano e decorano le uova.

👉Si pranza e cena in compagnia.

👉Si mangiano le uova di cioccolato

 

Questo non vuol dire che TUTTI i cinesi lo fanno, ma che è un’usanza in crescita.

 

I cinesi viaggiano nel periodo pasquale? si, come in qualsiasi periodo dell’anno. 

Cosa possiamo offrire ad un turista cinese in visita in Italia nel periodo pasquale?

Come dicevamo, nel periodo di Pasqua  in alcuni hotel o ristoranti di lusso a Hong Kong (forse anche in Cina?), è possibile poter degustare un banchetto tutto a base di specialità tipiche pasquali.

La stessa cosa può essere fatta nei nostri hotel e ristoranti. 

Utilizzare ed enfatizzare le  usanze e tradizioni occidentali, per accrescere la qualità della nostra proposta è sicuramente una buona idea. 

Quindi si a 

✔Uova di cioccolata, sempre più gradite e ricercate

✔Un nostro pranzo tipico pasquale con assaggi delle nostre pietanze tradizionali (Agnello, Pasta fatta in casa, Casatiello, Torta pasqualina, Pastiera)…….

La scrittura cinese ti sembra difficile?
 
ti sembra un rompicapo, uno scoglio inaffrontabile? E’ uno dei motivi che ti scoraggiano nello studiare la lingua cinese? Solo a vederli ti si “rizzano i capelli”? Ti dici “io non ce la potrei mai fare?”….
 
Beh mi rendo conto che tanto facile approcciarvisi non è. Per noi occidentali è un campo sicuramente ostico.
Tutti questi segni sono al primo sguardo incomprensibili e ci sembrano “arabo” (e invece no, è cinese ahahaha). 
E ancora peggio, la lingua cinese non ha un alfabeto. Eh si, proprio così. Quando lo appresi a università cominciata,  ancora potevo scappare a studiare il giapponese, che un alfabeto ce l’ha, ma non so quanto più facile sia… E invece no, ormai ero decisa e andai avanti.
 Breve spiegazione:
 
La lingua cinese è composta da caratteri.
Ogni carattere corrisponde ad una sillaba.
 
Ogni sillaba si compone di una iniziale, una finale e un tono. 
Ogni carattere va imparato a memoria. 
In nostro aiuto interviene il pinyin, una trascrizione fonetica in caratteri latini, che ci indica la pronuncia di un determinato carattere.
Una cosa che noi occidentali facciamo molta fatica a capire quando cominciamo a studiare la lingua cinese, è che stessa pronuncia corrisponde a più caratteri e significati diversi. Acquistando il classico vocabolario (ad esempio il mini “Dizionario compatto cinese-italiano, italiano-cinese e conversazioni. Zanichelli), oppure scaricando la tastiera cinese su pc o mobile, te ne puoi rendere subito conto.
Il pinyin infatti serve solo per aiutarci a pronunciare una parola, ma da solo non ci esprime il significato di quella stessa parola…. Magari in alcuni casi si, riusciamo a capirlo dal contesto in cui si trova, ma in molti altri abbiamo bisogno anche del carattere per poter capire di che termine si tratta.
Va da sé, che se abbiamo intenzione di fare un corso breve di lingua cinese e imparare un frasario limitato, possiamo fare a meno di studiare la scrittura, altrimenti lo sconsiglio sempre vivamente. Al momento sembra di riuscire comunque a studiare, imparare e parlare. Ma a mano che il vocabolario si espande, la confusione avanza e ci tocca ricominciare da capo. Con il risultato che ci rendiamo conto di aver cominciato con il piede sbagliato, facciamo fatica a recuperare, ci scoraggiamo e demotiviamo. Consiglio dunque di evitare questa frustrazione e guardare direttamente in faccia alla realtà. Se vogliamo studiare una lingua dobbiamo prendere ‘Il pacchetto completo’.
Quando insegno, ogni lezione è divisa in varie parti: fonetica, glossario (parole nuove), lingua parlata (dialoghi e frasi calate nella realtà), grammatica, scrittura e a volte qualche cenno di cultura per chi lo vuole. Sembra pesante, ma bilanciato bene è affrontabilissimo…E anzi ci evita di concentrarci su un unico argomento che sarebbe noioso.
E fin qui ti sembreranno tutte delle cattive notizie, e invece no, non lo sono. Perché la scrittura cinese, non solo è bella, affascinante, coinvolgente , oltre che impegnativa, ma è necessaria per chi vuole davvero addentrarsi in questa cultura meravigliosa.
Al momento i caratteri cinesi ci sembrano dei rompicapi e non riusciamo ad capirli, ma un po’ alla volta, con studio ed esperienza, si imparano a scomporre e ad interpretare.

 

In questo scatto vi mostro due cose:

  1. queste sono delle card create da una mamma taiwanese che ora vive in America, e che ha creato questo metodo divertente, con una grafica colorata e accattivante, per insegnare la lingua cinese al suo bimbo. (chineasy) Infatti i caratteri cinesi possono essere insegnati ai bambini, mostrando come possano essere riconducibili ai pittogrammi dai quali provengono.
  2. degli esempi di radicali 偏旁 pianpang – Il tetto, la bocca, la persona, la giada.

 

Questi radicali o componenti fondamentali dei caratteri, ci vengono davvero in aiuto per fare la suddetta “scomposizione”. Spesso i caratteri cinesi sono composti da più elementi; una parte ci indica il suono, una parte ci indica il significato, a volte abbiamo solo suono, altre volte solo significato…La lingua cinese è proprio bella per questo, ha delle regole e un sacco di eccezioni.

 

Con lo studio e la pratica sommato alla conoscenza dei radicali, riusciamo anche a imparare la scrittura. Riusciamo a vedere che in un carattere c’è

“la bocca”  e poter dedurre che esprima azioni che vengono fatte con la bocca: bere, mangiare, chiamare,

oppure “il tetto” e che quindi il significato sia connesso a costruzioni, chiuse e protette,

o ancora “le tre gocce”  e capiamo subito che questa è una parola legata all’acqua, mare, fiume, lago….

Di la verità, cominci già ad incuriosirti?

Ti posso anche dire che gli stessi radicali sono alla base della nascita della scrittura cinese. I primi ritrovamenti risalgono al tardo Neolitico, e sono iscrizioni su ossa oracolari. 

“La prima scrittura cinese mostra che aveva un’origine fondamentalmente pittografica. Nei primi stadi del suo sviluppo, è chiaro che il meccanismo principale per la creazione di caratteri era disegnare una raffigurazione di ciò che voleva essere rappresentato.”- La lingua cinese di Magda Abbiati.

Questa raffigurazione oggi è molto stilizzata, ma può ancora essere visibile e venire in nostro aiuto.

Come con ogni cosa, consiglio un approccio graduale. Devi avere chiaro in testa qual’è il tuo obiettivo si, e crearti un piano, si, ma nello studio di tutti  i giorni, devi procedere un piccolo passo alla volta, senza dare importanza a quanto lungo è il percorso.

Con dei buoni strumenti, un po’ di determinazione e una “guida”, puoi farcela anche tu!

I Mosuo o Moso, sono una minoranza etnica che risiede in alcune zone della Cina, vicino al Tibet, nelle province dello Yunnan e del Sichuan.

Indossano dei tipici e coloratissimi abiti.

Sono definiti “l’ultima società matriarcale”.

In realtà questa definizione non incarna pienamente i valori dei Mosuo.

E’ vero, sono le donne Mosuo a decidere con chi accoppiarsi, con chi fare figli. La casa, il patrimonio di famiglia, l’eredità, è tutto in mano loro. Hanno una libertà sessuale che noi ci sogniamo, senza i nostri pregiudizi e tabù.

Gli uomini ricoprono spesso però le cariche politiche  e sono a capo dei villaggi 

In giovane età, quando è ora di trovare marito, le donne Mosuo si recano al lago di notte, dove gli uomini Mosuo stanno ad aspettarle. Ognuna di loro ha con sé una pila, con la quale indicherà il compagno da lei scelto con cui passare la notte. Sono le donne che scelgono.


Quando nascono i figli e si formano le famiglie, l’uomo vive in una casa separata e viene richiamato all’ordine quando c’è bisogno di fare lavori di manutenzione  o altri lavori di casa e per passare la notte con la propria compagna.

 

Per il resto la casa Mosuo è abitata da donne di tutte le generazioni e i loro bambini.

 

Le donne si occupano dell’allevamento del bestiame, del grano e delle patate.  I Mosuo si sostentano con il cibo che loro stessi producono, hanno dei metodi di conservazione della carne impressionanti. Sono popolazioni agricole che vivono di poco e con poco.

 

Hanno riti e usanze che conservano e custodiscono gelosamente.

“Il paese delle donne ” di Yang Erche Namu