Si perché diciamocelo, se si studia la lingua cinese, il traguardo probabilmente non lo si raggiunge mai. Ci sarà sempre qualcosa da sapere in più e l’esercizio è infinito.
Però ci sono vari gradi di apprendimento. Si può decidere di studiare solo qualche frase rompighiaccio, qualche argomento da trattare, un lessico e un frasario da usare in ambito lavorativo e fermarsi lì. Si tiene in un angolino, quello che si apprende, pronti a sfoderarlo all’evenienza. Si può voler sentirsi più a proprio agio quando ci si reca (speriamo presto), in Cina, sapere come ordinare al ristorante, prendere un  taxi senza farsi fregare …, si può voler fare i simpatici con un collaboratore che sentiamo al telefono e vediamo qualche volta…
Quando si ha chiaro in testa  perché lo si fa e l’obiettivo che si vuole raggiungere è già più semplice.
Capita a volte di cominciare credendo di voler imparare tutto sulla Cina e la lingua cinese, e trovarsi a mollare dopo due lezioni. E capita allo stesso modo di pensare di partire con un percorso già delimitato e poi appassionarsi e voler continuare.  Bisogna provare per capirlo.
Qual è il. Metodo migliore per studiare il cinese? 
Me lo sento e lo vedo chiedere un sacco di volte. 
  Credo che prima di tutto sia importante conoscere e imparare i radicali (li trovate nei miei post del mercoledì) e poi bisogna armarsi di santa pazienza e scrivere righe e righe di caratteri cinesi, riempire la casa di post it con le parole che non ci entrano in testa e ripetere, ripetere e ancora ripetere.  
 Si può tralasciare la scrittura a mio parere, solo in corsi molto brevi. in tutti gli altri casi, quello che al primo sguardo può sembrare una facile scorciatoia, si trasforma poi in un labirinto pieno di ostacoli… Capirete perché.

La lingua cinese non è per tutti, ma non per la sua difficoltà, ma perché richiede delle peculiarità caratteriali e attitudinali che solo qualcuno ha.
Molti cominciano e poi mollano. Perché vedono il traguardo troppo lontano e irraggiungibile e gli sembra di aver investito già troppe risorse a fronte di pochi risultati.
Ma se si procedesse un passetto alla volta?