Cosa significa insegnare la lingua cinese? Cosa vuol dire insegnare?

Corsi di lingua cinese. Insegnante di lingua cinese

Insegnare la lingua cinese, tenere i miei corsi di lingua cinese sia on line che in presenza, per me personalmente significa:

Tanta gioia, entusiasmo, arricchimento, lavoro, impegno, attenzione, ascolto, cura, empatia.

Ma anche momenti di sconforto, nervosismo, impotenza, frustrazione, riflessione.

Per me insegnare significa mettersi in discussione.

Cercare di capire chi si ha davanti.

Se le lezioni sono inefficaci non è per forza perché lo studente non studia, non si applica. A volte va pensato un metodo diverso, adatto a quella persona.

Non esiste un modus operandi, un programma, un metodo, che vada bene per tutti gli studenti. Le lezioni  e il programma vanno adattati.

Quando si insegna, quando si insegna una lingua straniera, quando si insegna la lingua cinese ci vuole:

Ascolto

Empatia

Conoscenza

Flessibilità

Occhi e orecchie sempre aperti.

Da evitare che si sviluppi un sentimento di inadeguatezza, di frustrazione. Se non riescono a seguire il ritmo delle lezioni, se perdono il filo, se non hanno interesse, non studieranno più e falliranno l’impresa.

Piuttosto quando vedo che una persona è in difficoltà, preferisco rallentare. Dargli il tempo per recuperare forza, interessa e spinta. Fare in modo che ritrovi l’entusiasmo perso. 

Vorrei specificare che i corsi di lingua che tengo sono individuali, da due persone, a volte da 10-15. Non so come farei ad adattare questo approccio ad una classe da 25 alunni…

Devo però notare, che gli insegnanti che mi hanno seguita a scuola e che mi sono rimasti nel cuore, sono quelli dotati della sensibilità per cercare di capire ogni singola situazione.

Concludo banalmente dicendo, che davvero non si finisce mai di imparare e che lo si fa anche e soprattutto, dagli studenti. 

Auguro a ognuno di voi di poter impegnarsi in una professione che dia così tanto.

Mettiamoci nei panni del turista che arriva nel nostro paese…

▶️Immaginati cinese, con un sistema di scrittura unico al mondo, a piombare in un paese così diverso dal tuo, come l’Italia.
▶️Abitudini diverse, cibo, regole.
▶️Un po’ di disordine, metropolitane fatiscenti.

▶️Parti della città che è meglio non visitare da soli e con una mappa in mano (ma tu non sai quali)
▶️lo spettro di uno scippo imminente che aleggia su di te come una minaccia (sì, arriva anche questa immagine in Cina)
▶️Punti di riferimento diversi da quelli a cui sei abituato.

Come ti sentiresti? Cosa ti aiuterebbe a sentiryi più sicuro?

Mi vengono in mente molti modi, uno fra tutti, conoscere qualche parola rompi ghiaccio che serva a mettere a suo agio il cliente. 

Se sei una struttura ricettiva, se lavori nel turismo, se offri un servizio turistico… Penserai che questo non è proprio il momento più adatto per pensare a tali facezie, che hai pensieri ben più pensieri e grandi.

Giusto, vero, comprensibile. Ma invece ti dirò che credo che questo sia proprio il momento più giusto per lavorare su di noi, cambiare e offrire qualcosa di diverso.

 A volte basta qualche attenzione, qualche accortezza, per offrire un servizio migliore.
Non servono grandi cose, non serve stravolgere il nostro servizio, ma infiocchettandolo nel modo giusto, facciamo già il primo grande passo.

👉Ti sto parlando di servizio al cliente e in particolare al cliente cinese…

Come sempre l’empatia gioca un ruolo fondamentale
👉 Mettersi nei panni dell’altro, pensare “cosa mi metterebbe davvero a mio agio, appena arrivato in un paese straniero e lontano?”
👉Cosa mi fa sentire ben accolto e coccolato?
👉Quali azioni mi rendono ben disposto?
👉Quali sono gli aspetti di un servizio a cui do peso?
👉Cosa determina la buona riuscita di un viaggio e mi lascia un ricordo positivo?
(e mi fa lasciare una buona recensione a fine vacanza?)

Se il cliente è davvero al centro di tutto e vogliamo dargli la giusta importanza, conoscere qualche parola, qualche frase rompighiaccio nella sua lingua, potrebbe essere davvero d’aiuto.

Con i numeri che fa muovere il mercato cinese poi, andrebbe studiata un’offerta ad hoc e un’accoglienza altrettanto personalizzata, che faccia breccia nel cuore dei nostri clienti, non sei d’accordo anche tu?

La scrittura cinese ti sembra difficile?
 
ti sembra un rompicapo, uno scoglio inaffrontabile? E’ uno dei motivi che ti scoraggiano nello studiare la lingua cinese? Solo a vederli ti si “rizzano i capelli”? Ti dici “io non ce la potrei mai fare?”….
 
Beh mi rendo conto che tanto facile approcciarvisi non è. Per noi occidentali è un campo sicuramente ostico.
Tutti questi segni sono al primo sguardo incomprensibili e ci sembrano “arabo” (e invece no, è cinese ahahaha). 
E ancora peggio, la lingua cinese non ha un alfabeto. Eh si, proprio così. Quando lo appresi a università cominciata,  ancora potevo scappare a studiare il giapponese, che un alfabeto ce l’ha, ma non so quanto più facile sia… E invece no, ormai ero decisa e andai avanti.
 Breve spiegazione:
 
La lingua cinese è composta da caratteri.
Ogni carattere corrisponde ad una sillaba.
 
Ogni sillaba si compone di una iniziale, una finale e un tono. 
Ogni carattere va imparato a memoria. 
In nostro aiuto interviene il pinyin, una trascrizione fonetica in caratteri latini, che ci indica la pronuncia di un determinato carattere.
Una cosa che noi occidentali facciamo molta fatica a capire quando cominciamo a studiare la lingua cinese, è che stessa pronuncia corrisponde a più caratteri e significati diversi. Acquistando il classico vocabolario (ad esempio il mini “Dizionario compatto cinese-italiano, italiano-cinese e conversazioni. Zanichelli), oppure scaricando la tastiera cinese su pc o mobile, te ne puoi rendere subito conto.
Il pinyin infatti serve solo per aiutarci a pronunciare una parola, ma da solo non ci esprime il significato di quella stessa parola…. Magari in alcuni casi si, riusciamo a capirlo dal contesto in cui si trova, ma in molti altri abbiamo bisogno anche del carattere per poter capire di che termine si tratta.
Va da sé, che se abbiamo intenzione di fare un corso breve di lingua cinese e imparare un frasario limitato, possiamo fare a meno di studiare la scrittura, altrimenti lo sconsiglio sempre vivamente. Al momento sembra di riuscire comunque a studiare, imparare e parlare. Ma a mano che il vocabolario si espande, la confusione avanza e ci tocca ricominciare da capo. Con il risultato che ci rendiamo conto di aver cominciato con il piede sbagliato, facciamo fatica a recuperare, ci scoraggiamo e demotiviamo. Consiglio dunque di evitare questa frustrazione e guardare direttamente in faccia alla realtà. Se vogliamo studiare una lingua dobbiamo prendere ‘Il pacchetto completo’.
Quando insegno, ogni lezione è divisa in varie parti: fonetica, glossario (parole nuove), lingua parlata (dialoghi e frasi calate nella realtà), grammatica, scrittura e a volte qualche cenno di cultura per chi lo vuole. Sembra pesante, ma bilanciato bene è affrontabilissimo…E anzi ci evita di concentrarci su un unico argomento che sarebbe noioso.
E fin qui ti sembreranno tutte delle cattive notizie, e invece no, non lo sono. Perché la scrittura cinese, non solo è bella, affascinante, coinvolgente , oltre che impegnativa, ma è necessaria per chi vuole davvero addentrarsi in questa cultura meravigliosa.
Al momento i caratteri cinesi ci sembrano dei rompicapi e non riusciamo ad capirli, ma un po’ alla volta, con studio ed esperienza, si imparano a scomporre e ad interpretare.

 

In questo scatto vi mostro due cose:

  1. queste sono delle card create da una mamma taiwanese che ora vive in America, e che ha creato questo metodo divertente, con una grafica colorata e accattivante, per insegnare la lingua cinese al suo bimbo. (chineasy) Infatti i caratteri cinesi possono essere insegnati ai bambini, mostrando come possano essere riconducibili ai pittogrammi dai quali provengono.
  2. degli esempi di radicali 偏旁 pianpang – Il tetto, la bocca, la persona, la giada.

 

Questi radicali o componenti fondamentali dei caratteri, ci vengono davvero in aiuto per fare la suddetta “scomposizione”. Spesso i caratteri cinesi sono composti da più elementi; una parte ci indica il suono, una parte ci indica il significato, a volte abbiamo solo suono, altre volte solo significato…La lingua cinese è proprio bella per questo, ha delle regole e un sacco di eccezioni.

 

Con lo studio e la pratica sommato alla conoscenza dei radicali, riusciamo anche a imparare la scrittura. Riusciamo a vedere che in un carattere c’è

“la bocca”  e poter dedurre che esprima azioni che vengono fatte con la bocca: bere, mangiare, chiamare,

oppure “il tetto” e che quindi il significato sia connesso a costruzioni, chiuse e protette,

o ancora “le tre gocce”  e capiamo subito che questa è una parola legata all’acqua, mare, fiume, lago….

Di la verità, cominci già ad incuriosirti?

Ti posso anche dire che gli stessi radicali sono alla base della nascita della scrittura cinese. I primi ritrovamenti risalgono al tardo Neolitico, e sono iscrizioni su ossa oracolari. 

“La prima scrittura cinese mostra che aveva un’origine fondamentalmente pittografica. Nei primi stadi del suo sviluppo, è chiaro che il meccanismo principale per la creazione di caratteri era disegnare una raffigurazione di ciò che voleva essere rappresentato.”- La lingua cinese di Magda Abbiati.

Questa raffigurazione oggi è molto stilizzata, ma può ancora essere visibile e venire in nostro aiuto.

Come con ogni cosa, consiglio un approccio graduale. Devi avere chiaro in testa qual’è il tuo obiettivo si, e crearti un piano, si, ma nello studio di tutti  i giorni, devi procedere un piccolo passo alla volta, senza dare importanza a quanto lungo è il percorso.

Con dei buoni strumenti, un po’ di determinazione e una “guida”, puoi farcela anche tu!

Si perché diciamocelo, se si studia la lingua cinese, il traguardo probabilmente non lo si raggiunge mai. Ci sarà sempre qualcosa da sapere in più e l’esercizio è infinito.
Però ci sono vari gradi di apprendimento. Si può decidere di studiare solo qualche frase rompighiaccio, qualche argomento da trattare, un lessico e un frasario da usare in ambito lavorativo e fermarsi lì. Si tiene in un angolino, quello che si apprende, pronti a sfoderarlo all’evenienza. Si può voler sentirsi più a proprio agio quando ci si reca (speriamo presto), in Cina, sapere come ordinare al ristorante, prendere un  taxi senza farsi fregare …, si può voler fare i simpatici con un collaboratore che sentiamo al telefono e vediamo qualche volta…
Quando si ha chiaro in testa  perché lo si fa e l’obiettivo che si vuole raggiungere è già più semplice.
Capita a volte di cominciare credendo di voler imparare tutto sulla Cina e la lingua cinese, e trovarsi a mollare dopo due lezioni. E capita allo stesso modo di pensare di partire con un percorso già delimitato e poi appassionarsi e voler continuare.  Bisogna provare per capirlo.
Qual è il. Metodo migliore per studiare il cinese? 
Me lo sento e lo vedo chiedere un sacco di volte. 
  Credo che prima di tutto sia importante conoscere e imparare i radicali (li trovate nei miei post del mercoledì) e poi bisogna armarsi di santa pazienza e scrivere righe e righe di caratteri cinesi, riempire la casa di post it con le parole che non ci entrano in testa e ripetere, ripetere e ancora ripetere.  
 Si può tralasciare la scrittura a mio parere, solo in corsi molto brevi. in tutti gli altri casi, quello che al primo sguardo può sembrare una facile scorciatoia, si trasforma poi in un labirinto pieno di ostacoli… Capirete perché.

La lingua cinese non è per tutti, ma non per la sua difficoltà, ma perché richiede delle peculiarità caratteriali e attitudinali che solo qualcuno ha.
Molti cominciano e poi mollano. Perché vedono il traguardo troppo lontano e irraggiungibile e gli sembra di aver investito già troppe risorse a fronte di pochi risultati.
Ma se si procedesse un passetto alla volta?