Dongziguan, 2018 Housing Project of the Year

 

Oggi ti parlo di un progetto che ho avuto il piacere di scoprire la scorsa settimana alla Biennale di Architettura, all’Arsenale.
L’installazione si chiama Rural Nostalgia/Urban Dream ed è rappresentata da un grande plastico che raffigura lo spazio pubblico stradale del villaggio di Dongziguan. I tre progetti rappresentati in questa installazione sono

– Dongziguan affordable houses
– Stray bird art hotel
– Teahouse in Jiuxing Village.

Io qui ti parlo del primo di questi progetti, e cioè il

Dongziguan affordable houses.

Sono stata attratta da questa installazione per due ragioni:
1. completamente puerile: guardando il plastico sono tornata indietro alla mia infanzia e alle case delle bambole. Sbirciare all’interno delle varie stanze e vedere la riproduzione di letti, tavoli, armadi, piante…. mi ha fatta sentire subito a casa. Piccoli schermi di fronte alla riproduzione delle abitazioni mostrano un video girato in quegli ambienti con persone reali che svolgono le loro azioni abituali. Mangiano, bevono, ospitano amici.


2. parliamo di Cina.

Mi sono poi soffermata ad ascoltare l’architetto che raccontava la nascita del progetto e la sua forza.

Sono stata calamitata da questa rappresentazione di umana quotidianità E per quanto avessi tempo solo un’ora per visitare tutto l’Arsenale, ho passato qui buoni 10 minuti. Così arrivata a casa ho voluto approfondire, ed eccomi qui.

Questo è un progetto commissionato dalla municipalità di Hangzhou, nello Zhejiang. Il progetto mira a fornire 15.300 metri quadrati di alloggi a prezzi accessibili per 50 famiglie nel villaggio di Dongziguan.
Il budget complessivo del progetto è di circa 3 milioni di USD, il che significa un costo medio di costruzione di 190 USD/1300 RMB per metro quadrato. Questo budget è molto al di sotto della media.
Come progettare e costruire alloggi di qualità per agricoltori rilocalizzati con un budget così basso, pur mantenendo il loro stile di vita originale nell’ambiente domestico e nella collettività, diventa la sfida principale di questo progetto.

Gli architetti di Gad Line+ Studio, hanno accolto la sfida, vincendo nel 2018 come “Housing Project of the Year”

Il progetto affronta un tema estremamente attuale in Cina: la disparità tra campagna e città. A Dongziguan in Fuyang Hangzhou ad esempio, la maggior parte dei contadini vivono ancora nelle loro vecchie case fatiscenti e in rovina. Lo scopo di questa realizzazione è anche quello di alzare la qualità della vita degli abitanti del villaggio, accrescerne la dignità e la situazione igenico sanitaria.

L’eccezionalità di questo progetto si è visto già nella sua fase di design, quando gli architetti hanno incontrato gli abitanti del villaggio per raccogliere informazioni sulle loro abitudini di vita. La fase di costruzione è stata poi svolta seguendo anche le loro esigenze, nel tentativo di non impattare esageratamente sulla loro vita quotidiana.

Il risultato, quindi è un complesso di abitazioni che uniscono la tradizione rurale a elementi di modernità. Sono stati creati degli alloggi funzionali alla vita di campagna, alle abitudini rurali, alla tradizione, ma che siano anche godibili e sfruttino i vantaggi acquisiti con l’evoluzione dell’architettura e del design.

L’idea è di rendere vivo anche l’ambiente esterno a questo complesso, lasciando spazio alle attività tipiche del luogo, il gioco a dama, i venditori ambulanti… Il layout esterno si presta ad essere occupato e vissuto da tutta la popolazione.

L’intenzione progettuale di GAD è volta alla conservazione della morfologia degli insediamenti rurali, mantenendo lo stile di vita locale originale. Aspetto ancora più importante, si è voluta evitare la classica costruzione a basso prezzo tipica delle metropoli cinese e così criticata: il grattacielo. Già dal plastico, si respira un’aria calma e serena. Si percepisce la qualità della vita con i suoi tempi e ritmi

Qui si è cercato di creare delle soluzioni che rispettassero le tradizioni locali. Questo progetto si impegna anche a offrire una buona qualità di materiali e di costruzione entro un budget molto basso. Esplora vie contemporanee per rappresentare le caratteristiche architettoniche tradizionali locali. Le costruzioni si organizzano attorno a quattro prototipi di cortile. Le unità abitative, circondano un cortile come luogo di comunicazione e partecipazione comunitaria. Si vogliono creare degli ambienti aperti e adatti alla convivialità.

Gli spazi si caratterizzano dalla combinazione di piccole unità e corridoi di diverse altezze, muri di mattoni grigi a disposizione prismatica convessa e concava sormontati da pietra di colore scuro. I materiali comuni locali utilizzati sono stati lucidati a mano dagli abitanti dei villaggi locali, mostrando l’integrazione tra la vita naturale, tradizionale e contemporanea.

L’intero complesso è unito da un tetto di acciaio rivestito in legno, arricchito da lucernari che fanno entrare la luce naturale e conferiscono all’ambiente un’atmosfera calma e rilassata. Il classico tetto a due spioventi, lascia il posto ad una struttura assimmetrica a pendenza continua che unisce unità diverse altezze.


Top grigio scuro e pareti bianche, formano un forte contrasto nel tono e nella composizione. I pannelli di legno sono stati usati come punto d’unione tra i mattoni tradizionali e il vetro contemporaneo.

Il design per la costruzione esplora il miglior utilizzo del mattone, dell’acciaio e del vetro per garantire le più alte prestazioni termiche e di ventilazione. Il muro di mattoni da 24 cm è dotato di rivestimento impermeabile e vetro cavo e il muro pieno varia in corrispondenza delle scale con andamento sfalsato. Il tetto a sbalzo ricorda esteticamente lo stile architettonico vernacolare di Hangzhou.

Il progetto ha fatto da polo d’attrazione, portando a Dongziguan nuovi investitori che vi stanno costruendo hotel e altre attività ricreative e commerciali. Tutto ciò ha portato al ritorno dei giovani locali e ha notevolmente migliorato la vitalità del villaggio.

Possiamo considerare questo come precursore di altri progetti volti alla riqualificazione delle aree rurali? Speriamo.
E’ stato possibile contenere i costi per la creazione di quest’opera grazie agli aiuti governativi, all’utilizzo di materiali locali e all’impiego di manodopera del posto.
Questo progetto apre il dialogo su come gli architetti possono aiutare a costruire e migliorare la campagna con il sostegno del governo.

Per la documentazione fotografica https://www.archdaily.com/802369/contemporary-rural-cluster-dongziguan-affordable-housing-for-relocalized-farmers-in-fuyang-hangzhou-gad

Dongziguan, 2018 Housing Project of the Year.

Oggi ti voglio parlare di un argomento a me molto caro,

la scrittura cinese e le sue origini.

Il primo istinto che abbiamo quando ci troviamo di fronte la scrittura cinese, i caratteri cinesi, è un istinto di chiusura.

L’ho, aimè, sperimentato con le tante persone che mi circondano. In tanti anni di studio e di lavoro con questa lingua, mi sono state fatte ben poche domande a riguardo.

Disinteresse?

Timore?

Distacco e allontanamento dato da una cosa così aliena?

Per me il motivo è sempre stato incomprensibile. Se un mio amico, parente studiasse arabo, hindi o giapponese, credo lo bombarderei di domande. Ma magari è solo per la mia innata passione verso le lingue, l’interesse verso le culture diverse. 

corso di lingua cinese per adulti
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Anche lo studente che affronta lo studio della lingua cinese ha molto spesso, almeno agli inizi, un blocco nei confronti della scrittura. Poi con il tempo, con lo studio, conoscendo alcune regole e trucchi, impara a decodificarla e se ne appassiona.

Quando non si conosce qualcosa, a volte si fa anche solo banalmente fatica a porsi le giuste domande, non si sa da che parte cominciare e quindi spesso è più semplice restare nell’ignoranza. Io mi sono data questa spiegazione. 

 

Se anche tu sei disinteressato all’argomento ti sarai già fermato alla prima riga, se non è così ti racconto qualcosa io; magari ti verrà voglia di saperne di più, di approfondire.

Due parole sulla Scrittura cinese

La lingua cinese, con il suo sistema di scrittura, è tra le più antiche, se non la più antica al mondo. Si compone di caratteri, ognuno dei quali corrisponde ad una sillaba. Foneticamente parlando, ogni sillaba si compone di un’iniziale, una finale ed un tono.

Esempi:

花 Huā – significa “fiore”

Xiǎo – significa “piccolo”

Jiā – significa “casa, famiglia”

Le parole in lingua cinese si compongono spesso di una o due sillabe, altre volte e più raramente da 3.

I caratteri cinesi hanno origine pittografica. Cosa significa? che nascono come pittogrammi,come rappresentazioni grafiche, come disegni. 

Ancora oggi, con un po’ di studio dei radicali e delle regole base, possiamo intravederle queste forme grafiche all’interno dei caratteri. Una volta che ne studiamo e capiamo le regole, riusciamo a decodificarle e renderle familiari. Ci danno un grosso aiuto a decifrare, capire e memorizzare i caratteri cinesi.

Impariamo ad esempio che quel piccolo quadratino alla sinistra o sotto ai caratteri è “la bocca”. Quando vediamo un carattere con “la bocca ” al suo interno, sappiamo che avrà molto probabilmente un significato connesso ad un’azione che si fa con la bocca: bere, mangiare…

Chī  mangiare

Hē bere

呼吸 Hūxī respirare

叫 jiào  chiamare

E’ difficile capire, che quel rettangolino alla sinistra dei caratteri qui sopra rappresenta “la bocca”.

E’ un radicale o 偏旁 Piānpáng che dir si voglia.

Un componente grafico che convenzionalmente rappresenta “la bocca” 

Quando vediamo un carattere con all’interno questo rettangolino sappiamo già indirizzarci verso una tipologia di possibili significati.

Come “la bocca” esistono molti altri  偏旁 Piānpáng, circa 200, ma non temere, quelli più usati e che ti serve sapere sono meno di una cinquantina. Immagina che i 偏旁 Piānpáng siano dei mattoncini che ti aiuteranno a costruire la conoscenza e la comprensione della lingua cinese.

Scrittura cinese, origini.

All’inizio del III millennio a.C. risalgono dei resti di terrecotte su cui  sono stati incisi dei pittogrammi. Immagini semplici e realistiche,  che si pensa non siano solo dei dipinti ma avessero scopi comunicativi (registrazione eventi e concetti).

Vere forme di scrittura, articolate e frutto di un’evoluzione e di un sistema di scrittura sviluppato, risalgono alla seconda parte della dinastia Shang (XIV-XI secolo a.C.). Trattasi di iscrizioni su ossa oracolari o su recipienti in bronzo, che somigliano ad una raffigurazione ancora pittorica di ciò che si voleva rappresentare, ma più stilizzata rispetto al passato.

Parentesi: sai cosa sono le ossa oracolari? Sono ossa di animali e gusci di animali, che avvicinandoli al fuoco, con il calore mutavano, si deformavano, lasciando intravedere crepe da cui, durante le divinazioni, si decifravano parole e messaggi. In altri casi, le stesse ossa oracolari venivano incise con dei pittogrammi. Gli stessi pittogrammi che sono all’origine della scrittura cinese.

 

A poco a poco nel corso degli anni, la forma di scrittura divenne sempre più stilizzata, fino a raggiungere le sembianze di quella attualmente in uso.

<strong>Cinese semplificato</strong> e cinese tradizionale

Ci sono state varie evoluzioni e vari passaggi che hanno portato alla creazione del sistema di scrittura tradizionale, ancora in uso su alcune aree della Cina.

La lingua cinese scritta come elemento unificatore

Uno degli aspetti più da notare, è come la lingua cinese scritta, abbia contribuito nel corso dei secoli, a fare da elemento unificatore.

Nella Cina continentale vengono parlati tantissimi dialetti. Se vai in in Cina, vedrai che tutti i programmi in tv hanno i sottotitoli. I caratteri cinesi possono avere infatti pronunce diverse, date dalle diverse forme dialettali, ma hanno lo stesso significato, comprensibile su tutto il territorio cinese.

Mi è stato chiesto, perché la Cina si ostini a mantenere un sistema di scrittura in uso solo da lei e non si sia “adattata” ad usare l’alfabeto latino.

Questo spazzerebbe la sua cultura, le sue origini.

Sarebbe rischioso, perché porterebbe ad una frammentazione linguistica e probabilmente territoriale.

Sarebbe molto difficile, mi azzarderei dire impossibile, visto la quantità di gente che parla la lingua cinese e la struttura di una scrittura che è unica: in un solo carattere, abbiamo indicazione di senso e anche se non precisamente e non  sempre, anche del suono.

Perché conoscere la scrittura cinese è così importante

Arrivati ad un certo punto, circa alla quarta lezione, lo studente tipo che chiameremo Gianni, con visibile disagio e timore, porrà sempre la solita domanda: ma come mai due caratteri diversi hanno uguale pronuncia? Perché a stessa pronuncia corrispondono diversi significati?

 

Prendi un vocabolario di lingua cinese.

vai alla lettera G.

Cerca la parola GUA. 

Troverai 6 caratteri diversi. 

E questo non è uno degli esempi più emblematici, perché anche non sai cosa sono i toni, avrai notato che sopra ad ogni”GUA” sulla A c’è un simbolino diverso, 4 toni diversi per l’appunto, quelli sono i toni cinesi. A tono diverso corrisponde diverso significato.

Prendi sempre il vocabolario e cerca HE.

Vedrai che di Hé con la “E” al secondo tono e cioé così “é”, ce ne sono ben 8. Ora non afferrerai il concetto fino in fondo, è davvero difficile da capire. E lo studente tipo, lo abbiamo chiamato Gianni, non mi porrà solo una volta la domanda di cui sopra, ma lo farà ogni circa due o tre mesi. La risposta è per noi occidentali così aliena, da essere sul momento incomprensibile:

Per sapere che un “Hé” è la congiunzione “E” e un altro “hé” significa “unire, equivalere a “, bisogna conoscerne la sua trascrizione, il suo carattere, bisogna insomma conoscerne la scrittura. 

和 Hé congiunzione

合 Hé unire, equivalere a 

河 Hé  fiume

核 Hé nocciolo, fulcro

荷 Hé loto

“Hé”  è il pinyin. Vedi a quanti significati diversi e a quanti caratteri diversi corrispende Hé?

Per sapere quel “Hé” che significato ha, dobbiamo leggerne il carattere.

Hé è solo la trascrizione in pinyin di un detereminato carattere. Il pinyin è solo una trascrizione fonetica universalmente accettata che aiuta stranieri e bimbi cinesi, a studiare e ad imparare la lingua cinese. 

 

I più a leggere tutto ciò saranno già scappati. Io avrei dovuto. Quando ancora ero indecisa se darmi allo studio del giapponese o del cinese.

Quando alla presentazione del corso di studi di lingua cinese, l’insegnante di letteratura,  ci disse con gli occhi che brillavano, già pregustando la nostra reazione, che la lingua cinese non ha un alfabeto, continuando poi con una punta di  cinismo, che “eravamo ancora in tempo per andarcene, perché saremo stati degli individui frustrati a vita, a lottare per apprendere nuove parole quando ne avremo un po’ alla volta dimenticate altrettante.”

Si perché la lingua cinese non ha un alfabeto, il giapponese si.

Ogni parola della lingua cinese va imparata a memoria.

Però, te lo dico con grande sincerità e non perché voglia convincerti:

Da quella stanza non me ne sono andata e ho fatto bene. Perché anche se la lingua cinese da gioie ma anche dolori, è la passione che mi tiene viva. La amo, mi ci incaponisco, mi fa bene, mi fa male. E’ come un amante in una relazione tumultuosa. A volte è difficile, ma fa battere il cuore.

 

 

Come studiare la lingua cinese? 

Studiare la lingua cinese?

Come aiutarsi?

Come memorizzarla?

Che passi fare?

Quando mi si chiede come studiare la lingua cinese

ho sempre un attimo di esitazione… Io come ho fatto? Insegnando molto negli ultimi tempi o riflettuto e sono arrivata alle seguenti conclusioni..

Mi si chiede spesso come studiare la lingua cinese, come avvicinarsi alla lingua cinese, consigli per capirla, memorizzarla.

Premetto che ammiro chi riesce a esporre le proprie opinioni e i propri metodi, come se fossero realtà assolute e imprescindibili, con una sicurezza che non lascia trapelare che ci possano essere altre vie, altri modi, quello è il migliore, punto e basta. A me questo dà moltissima tranquillità e sicurezza, tendo ad ascoltare e prendere per oro colato consigli di chi più esperto di me. Questo almeno inizialmente, poi, scatta a volte lo spirito critico.. Ma veniamo a noi. 
Io credo che ognuno debba trovare la propria via per fare qualsiasi cosa. Anche per studiare la lingua cinese. Vero che chi ha più esperienza può elargire dei consigli che si spera siano buoni, anche per chi li riceve.
Altra premessa: sono vecchia e anche vecchia dentro. Quando ho studiato io all’università, non esistevano gli smartphone, i tablet, le app…Sono dell’epoca degli Startac Motorola, del Nokia 5210… Bisognava arrangiarsi con il vocabolario stoooop. Nessuna scorciatoia, nessuna via breve. Quindi questo è il mio approccio. Arricchito, sì sicuro da app, che aiutano a risolvere i problemi impellenti e anche a volte a imparare cose nuove in modo facile e divertente. Questo è un contorno, per studiare seriamente una lingua ci vuole altro. E chi vuole realmente impararla lo sa bene.
Ok quindi i miei consigli sono:
1.aiutati con la scrittura cinese.
Se vuoi approfondire lo studio della lingua cinese, non puoi prescindere dalla scrittura. Certo, inizialmente farai fatica. Poi però ti verrà in aiuto perché la tua memoria visiva assocerà tutti quei suoni che sembrano uguali, ai caratteri. Così farai molta meno fatica a ricordare. 
2. Associa mentalmente pinyin a caratteri. 
3… E caratteri a pinyin
Ogni volta che leggi o scrivi, abituati a pensare a pronuncia e scrittura come se fossero una cosa sola. Il tuo cervello lavorera senza che tu nemmeno te ne accorga. E spesso ti stupirà. 
4.scrivi pinyin sotto ai caratteri. 
Cosi memorizzerai carattere e pronuncia assieme e ti verrà più facile poi associarli e ricordarli. 
5. Esercitati nella scrittura
Si devi allenarti molto. Non c’è altro modo, mi spiace. 
6. Mano a mano che scrivi, ripeti mentalmente la pronuncia. 
Come un mantra, scrivi, leggi e pronuncia.. 
7.leggi guardando pinyin e carattere. 
8. Soffermati a ogni carattere che non ricordi. 
Quando sei davanti ad un testo, comincia a leggerlo e fermati ad ogni parola che non conosci. Imparala e ricomincia da capo. 
9. Inserisci parola in frasi diverse. 
Fai diversi esercizi inserendo i caratteri che stai imparando in frasi diverse con diversi contesti. 
10. Usa i post it. 
Se proprio non ti ricordi a questo punto, tappezza la casa con i post it con le parole che non ricordi (pinyin e carattere) 
Buon lavoro! 

 

Importanza del corredo funerario nella cultura cinese.

La cultura cinese dà grande importanza e pone molta attenzione al rito funebre e il corredo funerario.

Questo argomento ha suscitato da sempre su di me, un gran fascino. Tanto da farne il fulcro della mia tesi di laurea. Di primo acchito si potrebbe pensare che ci siano argomenti più allegri e leggeri da trattare… In realtà, la morte fa parte della vita. Queste usanze e questi riti appartengono ad una cultura che crede che ci sia un’altra vita e un altro mondo nell’aldilà. 

L’obiettivo è quello di rendere accogliente e gradevole la vita del defunto, anche dopo la morte.

Fin dal Neolitico le tombe venivano arricchite con articoli di vario genere, che dovevano servire da sostentamento, protezione e accompagnamento al defunto. 

Dal periodo Zhou (1027-256 a.C.) si cominciò ad includere nel corredo non solo gli oggetti posseduti dalla persona quand’era in vita, ma anche quelli creati appositamente per il rito funebre: I 明器 Mingqi o utensili dello spirito.

Il mio lavoro e la mia attenzione, si sono concentrati su una particolare categoria inclusa nei 明器 Mingqi, i  木俑 Muyong – letteralmente figurine di legno, le statuine di sembianze umane, usate a scopo funerario. 

Ma quale significato e quale funzione avevano i 木俑 Muyong?

In quale terreno è germogliata questa tradizione?

Dal Neolitico si comincia ad arricchire le tombe con oggetti di vario uso.

Vi ,mostrerò poi come nel corso dei secoli ci furono vari passaggi, che videro la comparsa dei sacrifici umani nel rito funebre, criticati e lentamente aboliti poi, grazie all’intervento confuciano.

Uno dei primi clamorosi esempi dell’utilizzo delle figurine o Muyong è la tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huangdi, con il suo famoso esercito di Terracotta.

Vissuto tra il 260 e il 210 a.c., l’imperatore QIN fu il primo imperatore in Cina. Vinse nel periodo degli Stati Combattenti, gli altri regni, unificando il territorio cinese e fondando la prima vera dinastia: Qin.

L’esercito di Terracotta è un’ opera monumentale largamente conosciuta anche al di fuori della Cina. Io ho avuto il piacere di visitarla di persona. 

L’esercito di Terracotta fa parte del mausoleo di Qin Shi Huangdi, che ricopre una superficie di 40000 metri quadrati. Parte di tale mausoleo è ancora inviolato. Si narrano molte leggende su cosa ci sia all’interno e all’esterno della tomba dell’imperatore. Tutto fa pensare che ci si trovi davanti ad un’opera fantastica e ricca di tesori e sorprese. Finora non ci sono stati i mezzi economici prima e pare che ora al mondo non esistano strumenti così sofisticati che permettano di procedere in sicurezza evitando danni alla struttura.

Ci “accontentiamo” dunque di poter ammirare questo esercito composto da 8000 guerrieri e cavalli di terracotta ad altezza naturale. Uno spettacolo che non ebbe né precedenti né esempi successivi, proclamato dall’UNESCO, Patrimonio dell’umanità e Ottava meraviglia del mondo.

Divise in tre fosse, le statue, viste nel loro insieme, in formazione militare, danno un senso di potenza e austerità, con i loro volti squadrati, le fronti ampie, gli occhi allungati.

La pesantezza dei corpi, la cui struttura e grandezza è simile se non uguale per tutte le figure, da un senso di artificiosità e poca naturalezza, in quanto l’altezza delle statue è superiore a quella degli individui di epoca Qin. Gli unici elementi del corpo che si intravedono, sono il collo e le mani, il resto è coperto da armatura.

Le figure dell’esercito di terracotta non sono una replica dell’esercito Qin,ma hanno il compito di creare una realtà di diverso tipo:  mettevano in pratica il desiderio gigantesco di Qin Shi Huangdi,  

Un esercito grandioso che servisse e proteggesse l’imperatore nell’aldilà.

 

La Pasqua si festeggia in Cina?


La risposta per quanto mi riguarda è NI.

Innanzitutto buona Pasqua a tutti voi!

Non potevo fare a meno di spendere qualche parola sulle usanze cinesi nei giorni pasquali, in quanto mi sono resa conto che ci sono davvero tante opinioni a riguardo. 

C’è chi dice che la Pasqua in Cina si festeggia, chi no.

 

E’ vero che affermare che la Pasqua venga festeggiata in Cina come affermare il contrario è altrettanto giusto.

 

✔Si! La Pasqua viene festeggiata prevalentemente in maniera laica. C’è però una minoranza di cristiani che la festeggiano come una vera e propria festa religiosa.

 

❌no! non si può dire che venga realmente festeggiata perché i negozi in quel giorno sono aperti e non viene comunque inserita come festa nel calendario ufficiale, essendo una festa religiosa.

 

Bisogna considerare, che la religione cattolica e ortodossa, è presente in Cina, ma in minima parte. Continuano a sorgere sempre più chiese, ma i credenti sono solo una minoranza. Va da sé, che le nostre festività siano non vissute o vissute in maniera diversa.

Ad Hong Kong, invece, c’è una maggiore presenza cristiana, in quanto è stata per anni colonia inglese. Qui la Pasqua è già più sentita. Si potranno trovare dei negozi chiusi e qualche ristorante o hotel di lusso che offre un tipico menù pasquale.

 

La nostra Pasqua come cade quest’anno, va ad accavallarsi ad una festa nazionale cinese, che ha luogo dal 4 al 6 aprile e che prevede due giorni di vacanza. ✴ 清明 Qingming è la festa degli antenati. In questi giorni si usa andar a fare visita ai parenti defunti, pulire le tombe, portare dei doni.

 

La  tradizione della Pasqua, come quella del Natale, sta entrando in Cina, da un punto di vista più commerciale. In alcuni department store si possono dunque trovare decorazioni tipiche pasquali, con pulcini, ovetti, coniglietti. Si possono acquistare uova e coniglietti di cioccolata.

 

Cosa si fa in Cina nel periodo pasquale:

👉Si decorano l’esterno delle chiese con i 春联 chunlian dei drappi rossi su cui si scrivono degli slogan o parole di augurio.

👉复活节彩色蛋 Si colorano e decorano le uova.

👉Si pranza e cena in compagnia.

👉Si mangiano le uova di cioccolato

 

Questo non vuol dire che TUTTI i cinesi lo fanno, ma che è un’usanza in crescita.

 

I cinesi viaggiano nel periodo pasquale? si, come in qualsiasi periodo dell’anno. 

Cosa possiamo offrire ad un turista cinese in visita in Italia nel periodo pasquale?

Come dicevamo, nel periodo di Pasqua  in alcuni hotel o ristoranti di lusso a Hong Kong (forse anche in Cina?), è possibile poter degustare un banchetto tutto a base di specialità tipiche pasquali.

La stessa cosa può essere fatta nei nostri hotel e ristoranti. 

Utilizzare ed enfatizzare le  usanze e tradizioni occidentali, per accrescere la qualità della nostra proposta è sicuramente una buona idea. 

Quindi si a 

✔Uova di cioccolata, sempre più gradite e ricercate

✔Un nostro pranzo tipico pasquale con assaggi delle nostre pietanze tradizionali (Agnello, Pasta fatta in casa, Casatiello, Torta pasqualina, Pastiera)…….