Oggi ti voglio parlare di un argomento a me molto caro,

la scrittura cinese e le sue origini.

Il primo istinto che abbiamo quando ci troviamo di fronte la scrittura cinese, i caratteri cinesi, è un istinto di chiusura.

L’ho, aimè, sperimentato con le tante persone che mi circondano. In tanti anni di studio e di lavoro con questa lingua, mi sono state fatte ben poche domande a riguardo.

Disinteresse?

Timore?

Distacco e allontanamento dato da una cosa così aliena?

Per me il motivo è sempre stato incomprensibile. Se un mio amico, parente studiasse arabo, hindi o giapponese, credo lo bombarderei di domande. Ma magari è solo per la mia innata passione verso le lingue, l’interesse verso le culture diverse. 

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Anche lo studente che affronta lo studio della lingua cinese ha molto spesso, almeno agli inizi, un blocco nei confronti della scrittura. Poi con il tempo, con lo studio, conoscendo alcune regole e trucchi, impara a decodificarla e se ne appassiona.

Quando non si conosce qualcosa, a volte si fa anche solo banalmente fatica a porsi le giuste domande, non si sa da che parte cominciare e quindi spesso è più semplice restare nell’ignoranza. Io mi sono data questa spiegazione. 

 

Se anche tu sei disinteressato all’argomento ti sarai già fermato alla prima riga, se non è così ti racconto qualcosa io; magari ti verrà voglia di saperne di più, di approfondire.

Due parole sulla Scrittura cinese

La lingua cinese, con il suo sistema di scrittura, è tra le più antiche, se non la più antica al mondo. Si compone di caratteri, ognuno dei quali corrisponde ad una sillaba. Foneticamente parlando, ogni sillaba si compone di un’iniziale, una finale ed un tono.

Esempi:

花 Huā – significa “fiore”

Xiǎo – significa “piccolo”

Jiā – significa “casa, famiglia”

Le parole in lingua cinese si compongono spesso di una o due sillabe, altre volte e più raramente da 3.

I caratteri cinesi hanno origine pittografica. Cosa significa? che nascono come pittogrammi,come rappresentazioni grafiche, come disegni. 

Ancora oggi, con un po’ di studio dei radicali e delle regole base, possiamo intravederle queste forme grafiche all’interno dei caratteri. Una volta che ne studiamo e capiamo le regole, riusciamo a decodificarle e renderle familiari. Ci danno un grosso aiuto a decifrare, capire e memorizzare i caratteri cinesi.

Impariamo ad esempio che quel piccolo quadratino alla sinistra o sotto ai caratteri è “la bocca”. Quando vediamo un carattere con “la bocca ” al suo interno, sappiamo che avrà molto probabilmente un significato connesso ad un’azione che si fa con la bocca: bere, mangiare…

Chī  mangiare

Hē bere

呼吸 Hūxī respirare

叫 jiào  chiamare

E’ difficile capire, che quel rettangolino alla sinistra dei caratteri qui sopra rappresenta “la bocca”.

E’ un radicale o 偏旁 Piānpáng che dir si voglia.

Un componente grafico che convenzionalmente rappresenta “la bocca” 

Quando vediamo un carattere con all’interno questo rettangolino sappiamo già indirizzarci verso una tipologia di possibili significati.

Come “la bocca” esistono molti altri  偏旁 Piānpáng, circa 200, ma non temere, quelli più usati e che ti serve sapere sono meno di una cinquantina. Immagina che i 偏旁 Piānpáng siano dei mattoncini che ti aiuteranno a costruire la conoscenza e la comprensione della lingua cinese.

Scrittura cinese, origini.

All’inizio del III millennio a.C. risalgono dei resti di terrecotte su cui  sono stati incisi dei pittogrammi. Immagini semplici e realistiche,  che si pensa non siano solo dei dipinti ma avessero scopi comunicativi (registrazione eventi e concetti).

Vere forme di scrittura, articolate e frutto di un’evoluzione e di un sistema di scrittura sviluppato, risalgono alla seconda parte della dinastia Shang (XIV-XI secolo a.C.). Trattasi di iscrizioni su ossa oracolari o su recipienti in bronzo, che somigliano ad una raffigurazione ancora pittorica di ciò che si voleva rappresentare, ma più stilizzata rispetto al passato.

Parentesi: sai cosa sono le ossa oracolari? Sono ossa di animali e gusci di animali, che avvicinandoli al fuoco, con il calore mutavano, si deformavano, lasciando intravedere crepe da cui, durante le divinazioni, si decifravano parole e messaggi. In altri casi, le stesse ossa oracolari venivano incise con dei pittogrammi. Gli stessi pittogrammi che sono all’origine della scrittura cinese.

 

A poco a poco nel corso degli anni, la forma di scrittura divenne sempre più stilizzata, fino a raggiungere le sembianze di quella attualmente in uso.

<strong>Cinese semplificato</strong> e cinese tradizionale

Ci sono state varie evoluzioni e vari passaggi che hanno portato alla creazione del sistema di scrittura tradizionale, ancora in uso su alcune aree della Cina.

La lingua cinese scritta come elemento unificatore

Uno degli aspetti più da notare, è come la lingua cinese scritta, abbia contribuito nel corso dei secoli, a fare da elemento unificatore.

Nella Cina continentale vengono parlati tantissimi dialetti. Se vai in in Cina, vedrai che tutti i programmi in tv hanno i sottotitoli. I caratteri cinesi possono avere infatti pronunce diverse, date dalle diverse forme dialettali, ma hanno lo stesso significato, comprensibile su tutto il territorio cinese.

Mi è stato chiesto, perché la Cina si ostini a mantenere un sistema di scrittura in uso solo da lei e non si sia “adattata” ad usare l’alfabeto latino.

Questo spazzerebbe la sua cultura, le sue origini.

Sarebbe rischioso, perché porterebbe ad una frammentazione linguistica e probabilmente territoriale.

Sarebbe molto difficile, mi azzarderei dire impossibile, visto la quantità di gente che parla la lingua cinese e la struttura di una scrittura che è unica: in un solo carattere, abbiamo indicazione di senso e anche se non precisamente e non  sempre, anche del suono.

Perché conoscere la scrittura cinese è così importante

Arrivati ad un certo punto, circa alla quarta lezione, lo studente tipo che chiameremo Gianni, con visibile disagio e timore, porrà sempre la solita domanda: ma come mai due caratteri diversi hanno uguale pronuncia? Perché a stessa pronuncia corrispondono diversi significati?

 

Prendi un vocabolario di lingua cinese.

vai alla lettera G.

Cerca la parola GUA. 

Troverai 6 caratteri diversi. 

E questo non è uno degli esempi più emblematici, perché anche non sai cosa sono i toni, avrai notato che sopra ad ogni”GUA” sulla A c’è un simbolino diverso, 4 toni diversi per l’appunto, quelli sono i toni cinesi. A tono diverso corrisponde diverso significato.

Prendi sempre il vocabolario e cerca HE.

Vedrai che di Hé con la “E” al secondo tono e cioé così “é”, ce ne sono ben 8. Ora non afferrerai il concetto fino in fondo, è davvero difficile da capire. E lo studente tipo, lo abbiamo chiamato Gianni, non mi porrà solo una volta la domanda di cui sopra, ma lo farà ogni circa due o tre mesi. La risposta è per noi occidentali così aliena, da essere sul momento incomprensibile:

Per sapere che un “Hé” è la congiunzione “E” e un altro “hé” significa “unire, equivalere a “, bisogna conoscerne la sua trascrizione, il suo carattere, bisogna insomma conoscerne la scrittura. 

和 Hé congiunzione

合 Hé unire, equivalere a 

河 Hé  fiume

核 Hé nocciolo, fulcro

荷 Hé loto

“Hé”  è il pinyin. Vedi a quanti significati diversi e a quanti caratteri diversi corrispende Hé?

Per sapere quel “Hé” che significato ha, dobbiamo leggerne il carattere.

Hé è solo la trascrizione in pinyin di un detereminato carattere. Il pinyin è solo una trascrizione fonetica universalmente accettata che aiuta stranieri e bimbi cinesi, a studiare e ad imparare la lingua cinese. 

 

I più a leggere tutto ciò saranno già scappati. Io avrei dovuto. Quando ancora ero indecisa se darmi allo studio del giapponese o del cinese.

Quando alla presentazione del corso di studi di lingua cinese, l’insegnante di letteratura,  ci disse con gli occhi che brillavano, già pregustando la nostra reazione, che la lingua cinese non ha un alfabeto, continuando poi con una punta di  cinismo, che “eravamo ancora in tempo per andarcene, perché saremo stati degli individui frustrati a vita, a lottare per apprendere nuove parole quando ne avremo un po’ alla volta dimenticate altrettante.”

Si perché la lingua cinese non ha un alfabeto, il giapponese si.

Ogni parola della lingua cinese va imparata a memoria.

Però, te lo dico con grande sincerità e non perché voglia convincerti:

Da quella stanza non me ne sono andata e ho fatto bene. Perché anche se la lingua cinese da gioie ma anche dolori, è la passione che mi tiene viva. La amo, mi ci incaponisco, mi fa bene, mi fa male. E’ come un amante in una relazione tumultuosa. A volte è difficile, ma fa battere il cuore.